Quando il calcio incontra la musica: tra un calcio, le note e gli accordi

Quando il calcio incontra la musica: tra un calcio, le note e gli accordi

Sono innumerevoli i casi di canzoni dedicate a singoli calciatori, a società o al calcio stesso. Infinite le citazioni che si susseguono tra rock, cantautorato, indie, rap, urban … Per voi abbiamo selezionato le migliori prove di questo tipo oltre ad una rassegna di testi (più o meno) iconici, tutti dedicati al mondo del pallone!

CLASSICI SUL CALCIO

Il semplice moto del pallone ha sempre ispirato cantanti e musicanti d’ogni genere. Ha sempre avuto una vita parallela all’interno dei testi ed un valore inestimabile all’interno dell’ispirazione dei singoli artisti. Il tutto, spaziando tra i più disparati generi nonché tra diversi periodi della musica italiana.

Non pochi sono stati i cantautori, compositori o gli interpreti vogliosi di cimentarsi nel cantare le gesta di eroi in maglia e pantaloncini o di intere società sportive. Negli ultimi 100 anni le più svariate personalità artistiche hanno inserito tra le proprie liriche, in modo sempre equilibrato, nomi di miti, moduli calcistici, termini gergali e denominazioni provenienti da tutti gli angoli del globo.

LIGABUE – UNA VITA DA MEDIANO

Tra di questi, quello che risulta più conosciuto (anche per la sua adattabilità al karaoke) è un singolo pubblicato a settembre del 1999 da una delle voci più note del rock italiano: Ligabue. Sua è “Una vita da Mediano“, inno del centrocampista di sostanza, vera summa di tutto quello che vive sulla sua pelle chi ha come habitat l’area posta a schermo e difesa della retroguardia.

La canzone narra in modo abbastanza esplicito di movimenti (interiori così come fisici) di Gabriele “Lele” Oriali, centrocampista basso dell’Inter negli anni 70/80, attualmente first team technical manager dell’Inter e team manager della Nazionale Italiana.

“Una vita da mediano
da chi segna sempre poco
che il pallone devi darlo
a chi finalizza il gioco”.

883 – LA DURA LEGGE DEL GOAL

Alla voce “Inno” la Treccani dovrebbe porre come esempio quello rappresentato “La dura legge del Goal“, canzone pubblicata nel 1997 dagli 883; nel disco omonimo. Esso è una continua metafora tra momenti che, presenti sia nelle dinamiche di una vita comune sia in quelle di una partita di calcio, permettono interpretazioni ambivalenti ed illuminanti.

Come quando Pezzali dice:

“Entrate nelle nostre vite e poi
Scappate di corsa, per non tornare mai.
Quanti in questi anni ci han deluso
Quanti col sorriso dopo l’uso ci hanno buttato.”

Versi che fotografano il comportamento delle persone in entrata (o uscita) dalla nostra vita paragonato alla narrazione del calciatore irriconoscente che cambia maglia ignorando, secondo il tifoso, il debito contratto con la tifoseria/società di turno.

Eppure il dipinto di vita migliore si ha nel ritornello, qui si dice:

“È la dura legge del gol
Fai un gran bel gioco però
Se non hai difesa gli altri segnano
E poi vincono
Loro stanno chiusi ma
Alla prima opportunità
Salgon subito e la buttan dentro a noi
La buttan dentro a noi”.

LUCIO DALLA – BAGGIO… BAGGIO

Una poesia, una tra le tante del cantautore bolognese Lucio Dalla, è “Baggio… Baggio“, canzone uscita venti anni fa per l’album Luna Matana (2001) e dedicata al Divin Codino. Il tutto è dovuto alle prestazioni sprigionanti arte pura, incastonate all’interno della stagione 1997/1998, nella quale Baggio illuminò il prato del Dall’Ara di Bologna.

Dalla canta delle emozioni donate ai tifosi, delle 22 reti segnate e degli attimi per i quali un tifoso sa che vale vivere; siano essi quelli del dribbling, quelli del goal o quelli dell’attesa.

Attesa che rappresenta in continuo riferimento agli attimi prima del disgraziato penalty di Pasadena. Istanti che vengono così cantati:

“Sei mai stato il piede del calciatore
Che sta per tirare rigore (Baggio, Baggio)
E il mignolo destro di quel portiere
Che è lì, è lì per parare”

Una menzione poi la meritano altri pezzi storici di altrettanti mostri sacri delle musica italiana. Mirabile è la bellezza di composizioni come “L’Allenatore” di Gianni Morandi, “La leva calcistica della classe ’68” di Francesco De Gregori oltre a “Un pallone” di Samuele Bersani.

OGGI

È innegabile che canzoni come le sopracitate abbiano assunto un livello di iconicità elevato. Ma c’è da dire che anche negli ultimi vent’anni siano usciti pezzi che puntano a rimanere allo stesso modo nella memoria di tifosi e simpatizzanti del calcio.

Il pallone, nonostante il passare dei decenni, continua a catalizzare l’attenzione del grande pubblico tale che col tempo esso è diventato una sicura riserva di riferimenti, citazioni e nuclei tematici; di conseguenza, con il cambiare degli stili linguistici e dei generi musicali di riferimento, tanti artisti hanno continuato a dedicare canzoni ai propri idoli e alle proprie squadre del cuore. Tutto ciò partendo dal rap per arrivare all’indie con una buona fetta di artisti urban dediti al citazionismo sul calcio.

WILLIE PEYOTE – GLIK

Uno su tutti, proveniente dal rap ma non facilmente incasellabile, è il rapper torinese Willie Peyote. “Glik” è il nome della canzone, rilasciata ad ottobre 2013, con l’album “Non è il mio genere, il genere umano”.

La canzone è chiaramente dedicata a Kamil Glik, ai tempi capitano del Torino, il quale nella narrazione rappresenta il calciatore duro, di carattere, privo di preziosismi futili e dedito solo alla difesa della propria identità (nonché della propria porta!). La sua figura viene contrapposta a quel del bomber patinato, quello troppo più attento al proprio apparire piuttosto che alla propria efficacia sotto porta; per il rapper questo tipo di giocatore è incarnato da figure come Matri e Borriello, ai quali preferisce il rude capitano della squadra granata.

Infatti dice:

“Esproprio proletario ti entro in casa col crick
Fanculo i radical chic, restiamo hardcore come Kamil Glik”

… TU CORRI! – GEMELLI DIVERSI

Una canzone che probabilmente è già descrivibile come “iconica” è “… Tu Corri!” dei Gemelli Diversi, uscita a novembre del 2002 con l’album Fuego. Essa è letteralmente il racconto del sogno di ogni bambino dal momento che incontra un pallone; una rassegna dei momenti più carichi di pathos, dai primi calci sui campi infangati ai tiri sbagliati, dal calcio di rigore ai confronti con il proprio allenatore.

Uno dei momenti più emozionanti della canzone è:

“Tutti quei sogni per cui tu corri
Li meriti davvero o son solo illusioni folli
Solo tu, e quella porta più in là
Sotto i fischi di tutti quando quel tiro non va.”

CALCUTTA – HUBNER

La canzone proviene da Evergreen di Calcutta, uscito a maggio del 2018. Nel testo di questo pezzo il cantautore della provincia di Latina mette in evidenza, più del percorso calcistico, la similitudine tra la propria inquietudine e la scelta fondamentale della carriera di Dario Hubner, attaccante implacabile a cavallo tra fine anni novanta e primi duemila.

La scelta fu incredibile ai tempi così come lo risulta oggi; vista come pazzia quella di rifiutare una chiamata dalle squadre della Premier League, fu motivata dal passaggio al Vicenza, squadra che gli permetteva di restare vicino alla propria compagna ed alla propria città: Crema.

Calcutta riesce ad esprimere ciò in pochi laconici versi:

“Io certe volte dovrei fare come Dario Hübner
E non lasciarti a casa mai a consumare le unghie”

Tra gli altri che negli ultimi anni hanno dedicato canzoni, strofe e/o versi al mondo del calcio troviamo anche “L’uomo dietro il campione” di Diodato, “Maracana” di Emis Killa oltre a “Yaya Touré” di G.bit e tante altre ancora!

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