ASD Quadrato Meticcio Football, quando il calcio è un passpartout sociale

ASD Quadrato Meticcio Football, quando il calcio è un passpartout sociale

Bentornati e bentornate su Coast2CoastBlog! Oggi, nella nostra rubrica più frizzante e attesa, quella sul calcio dilettantistico, vi presentiamo la storia dell’ASD Quadrato Meticcio Football, squadra di calcio popolare di Palestro, vicino Padova.

Vi ricordate che di calcio popolare ne abbiamo già parlato qua su Coast2Coast, sempre in questo rubrica? No? Allora che state aspettando andate a recuperarlo! (qui il link)

Per voi, e per tutti gli altri nostri seguaci d’annata, la storia del Quadrato ci è raccontata da Giulia, capitana della squadra di futsal femminile.

Buona lettura!

COM’È NATA L’IDEA DI COSTRUIRE UN PROGETTO DI SPORT POPOLARE NELLA VOSTRA REALTÀ?

“Nel 2012 il campo da calcio di via Dottesio rischiava di essere cementificato per costruirci di un parcheggio. Si riunì un gruppo di abitanti del quartiere, fu fatta una protesta per impedire che un’altra area verde venisse sacrificata, e si costituì un’associazione sportiva per far sì che quel quadrato di verde venisse effettivamente messo a disposizione degli e delle abitanti.

Da qui nasce l’idea dello sport popolare: un’iniziativa popolare, in un quartiere fatto di case popolari, costruito da persone che credono nei valori a cui si ispira lo sport popolare: sport per tutte e tutti.

COME SI È SVILUPPATA LA VOSTRA STORIA?

“Col tempo nuove persone sono entrate nell’associazione e questo ha permesso di renderla più solida, più stabile, aumentando anche il numero delle squadre. La femminile e il calcio a cinque, per esempio, non ci sono da sempre, sono nate tre anni fa.

Dal 2016 ci hanno assegnato una sede in piazzetta, l’abbiamo tenuta fino all’anno scorso quando ci hanno spostato in uno spazio più piccolo, dove ora facciamo fatica a portare avanti tutte le nostre attività, ma insomma, si va avanti lo stesso!

Durante il lockdown abbiamo cominciato a distribuire le spese solidali insieme al CSV e ad altre associazioni di Padova, attivandoci come potevamo, mettendoci a disposizione rispetto ai bisogni delle persone in quel momento.

Da allora abbiamo costituito una rete cittadina di associazioni, che si chiama All you can care – Prendiamoci cura dei nostri quartieri, con la quale portiamo avanti tuttora il recupero e la distribuzione di eccedenze alimentari e gli sportelli di supporto per documenti e casa.

Con il doposcuola non ci siamo mai fermati, per fortuna, e da poco abbiamo ripreso anche con gli allenamenti!

QUANTO È IMPORTANTE PER VOI L’ASPETTO VALORIALE?

“È fondamentale.

Siamo un’associazione di sport popolare, quindi, per noi, lo sport non è solo gioco e salute ma è anche un mezzo, grazie al suo linguaggio universale, per creare legami sociali e andare oltre alle parole e alle diversità.

Poi, come molte altre realtà di sport popolare o di altro tipo, alla base c’è un’idea di uguaglianza e di lotta alle discriminazioni, quindi antifascismo, anti-sessismo e antirazzismo.”

CHE TIPO DI RAPPORTO AVETE INSTAURATO CON IL VOSTRO RIONE?

“Cerchiamo di essere presenti, prima di tutto. La sede e il campo sono punti di ritrovo, le persone del quartiere sanno che possono trovarci lì.

Poi cerchiamo di essere un punto di riferimento per i giovani, far sentire loro che se hanno bisogno di aiuto a scuola o se stanno vivendo un momento difficile possono trovare qualcuno con cui parlare o uno spazio dove studiare.

Ma è complesso. Tanti abitanti, tante diverse culture, difficoltà economiche, sociali di vario tipo.

A volte c’è tensione, ma in fondo c’è fiducia.”

QUANTO È IMPORTANTE COSTRUIRE UN RAPPORTO STRETTO CON IL PROPRIO TERRITORIO?

Direi che è fondamentale.

L’associazione nasce da un bisogno del territorio e continua ad esistere per cercare di creare, in quartiere, uno spazio di aggregazione, un luogo di sport alla portata di tutti, ma anche spazi di apprendimento, di costruzione di cultura, di cambiamento.

Penso, ad esempio, al progetto Decolonize your eyes, un percorso di critica agli elementi che, sul territorio, esaltano il passato coloniale dell’Italia, come i nomi delle strade: una decina di anni fa il nome della piazza è stato cambiato da piazza Toselli, a piazza Caduti della Resistenza.

Ma soprattutto Decolonize è stato un percorso di ricostruzione, culturale e narrativa, per trovare nuovi nomi a cui intitolare gli spazi del quartiere, e dunque per chiederci: a chi vogliamo intitolare questi spazi? Chi vogliamo ricordare? Alla fine, abbiamo proposto di intitolare un giardino del quartiere, che era senza nome, a Rosetta Molinari, abitante del quartiere, antifascista, partigiana e staffetta.

Poi va beh, Palestro non è tutto il territorio, e quindi cerchiamo di essere in contatto anche con gli altri luoghi di Padova, tramite reti di collaborazione, come All you can care, che coinvolge Arcella, e Portello.

Ma anche con i e le volontarie stesse, che vengono da varie parti della città.

E infine il rapporto con il territorio è anche il rapporto con altri spazi di sport popolare in giro per l’Italia o per il mondo, e quindi fare rete, confrontarci sul campo e al di fuori.

QUANTE SQUADRE AVETE? E QUALI VORRESTE AVERE IN FUTURO?

“Al momento ci sono 5 squadre: calcio a 11 e a 5 maschile, calcio a 5 femminile, calcio under 10 under 8.

Quest’anno di inattività è stato un duro colpo per l’associazione a livello economico, è mancata quasi completamente quella parte di autofinanziamento che ci permette di sostenere le varie squadre.

Speriamo, quindi, in primis, di riuscire a mantenere le squadre che già ci sono, e dunque trovare modi di autofinanziarci ma anche riuscire a tenere insieme l’associazione, tenerla viva.

Poi in un futuro chissà, sarebbe bello sfruttare la piastra vicino al campo, che verrà presto ristrutturata, magari con una squadra di basket popolare misto. Oppure, avere la squadra dei giovanissimi, visto quanti adolescenti ci sono in quartiere! O magari aggiungere delle attività sportive per gli adulti e gli anziani, come danza, yoga, o altro, a seconda di chi avrà voglia di mettersi in gioco.

Gli spazi ci sono e speriamo che in futuro ce ne siano ancora di più, poi ovviamente servono le persone!

CHE ATTIVITÀ AVETE ORGANIZZATO FUORI DAL CAMPO?

“In sede si svolge tre volte a settimana il doposcuola, tutto gestito da volontarie e volontari.

Poi cerchiamo di organizzare attività extra ricreative o educative, ad esempio il laboratorio di rap che abbiamo fatto questo inverno con Z6OVEST, che è stato un vero successo. Ragazzini e ragazzine si sono esibiti in piazzetta con il loro rap e abbiamo persino registrato in sede.

Poi ogni martedì distribuiamo frutta e verdura recuperata tra la sede e la piazzetta, e anche quello è un momento importante, perché gli abitanti si ritrovano, si parlano, parlano con noi e così cominciamo a sentirci tutti un pochino meno sconosciuti.

Sempre il martedì, in sede, c’è lo sportello di supporto per questioni legate alla casa, all’identità digitale, ai bonus statali etc.… insomma tutte quelle cose a cui molte persone non riescono ad accedere o perché mancano i mezzi, come un computer o una stampante, o perché mancano le competenze linguistiche, o perché semplicemente il sito dell’INPS è un labirinto, ecco.

Come parte della rete All you can care anche noi abbiamo attivato distribuzione alimentare e sportelli quando, durante il secondo lockdown, ci siamo resi conto che il sistema di mutualismo che si è attivato durante la prima quarantena continuava e continua tuttora ad essere una necessità.”

QUALI SONO I VOSTRI PROGETTI PER IL FUTURO?

Presto si avvieranno i lavori di ristrutturazione della piastra vicino al campo, che sono stati finanziati in parte dal comune grazie all’aiuto degli abitanti del quartiere, che ci hanno aiutati a portare testimonianza della necessità di spazi di socialità che siano attraversabili e disponibili alla comunità.

Appena possibile poi riprenderanno i tornei formali e informali, magari qualche cena o pranzo sociale.

Sicuramente durante l’estate proietteremo gli Europei in piazzetta, e poi si spera a settembre di ripartire carichi per la stagione!”

Visto che realtà in quel di Padova l’ASD Quadrato Meticcio Football? E voi che aspettate? Cercate la società più vicina a voi e andate a dare una mano!

E poi, ovviamente, tornate qua su Coast2CoastBlog, anche settimana prossima, per scoprire una nuova storia di calcio dilettantistico!

A presto!

lascia un commento

Your email address will not be published.