Briganti Librino, quando lo sport insegna i valori della vita

Briganti Librino, quando lo sport insegna i valori della vita

Bentornati e bentornate gentili lettori e lettrici di Coast2Coast!

Finalmente è arrivata l’estate, l’arsura sta molestando molti di noi (io sto sciogliendo come un ghiacciolo nel Deserto dell’Atacama), ma tranquilli, la rubrica sul calcio dilettantistico è sempre qui a ristorarvi!

Questa settimana nella rubrica sul dilettantismo vi proponiamo una bellissima storia di sport e amore per la propria città, una di quelle storie che ti rimettono in pace con te stesso, come una fetta di cocomero a merenda in spiaggia a Viareggio!

Oggi, infatti, vi presentiamo l’intervista al presidente dei Briganti Librino, società di rugby popolare del difficile quartiere di Librino, a Catania.

Buona lettura!

(P.S. sì, avete capito bene, parliamo proprio di rugby. Questo perché la passione per lo sport, e il dilettantismo con essa, non è solo calcio, ma è anche altri sport e, vista la natura un po’ eclettica di Coast2CoastBlog, abbiamo deciso di presentarvi anche storie di provincia anche di altri sport. Per cui, stay tuned!)

Com’è nata l’idea di creare una società di sport popolare?

“I Briganti rugby Librino nascono nel 2006 da una costola del Centro Iqbal Masih. Questo si occupava di attività volte al recupero scolastico dei bambini del quartiere di Librino, combattere il degrado culturale e le disuguaglianze sociali che portano all’abbandono scolastico, allo sfruttamento del lavoro minorile e del lavoro nero, la repressione della criminalità minorile, contro il controllo mafioso delle attività economiche legali e illegali

I Briganti si pongono gli stessi obiettivi, utilizzando lo sport come strumento, grazie ai valori che la pratica sportiva può insegnare.”

E perché proprio rugbistica?

“Il rugby è lo sport di squadra per eccellenza: senza la squadra anche il campione non riesce a fare nulla.

I suoi valori sono una metafora dei principi più importanti della vita in collettività, come andare oltre gli ostacoli tutti insieme. Chi porta il pallone deve avere sempre in mente dove sono i suoi compagni, che stanno dando il loro sostegno dietro di lui, in attesa di passargli il pallone una volta che è costretto a fermarsi.

Il rugby è ha regole che obbligano tutti i giocatori al loro rispetto perché altrimenti il danno è collettivo. È una buona metafora della vita, con la quale accompagnare i ragazzi nella loro crescita.”

Qual è la storia sportiva dei Briganti Librino?

Avendo come focus principale le attività giovanili, abbiamo cercato di ampliare tutte le categorie dai 6 ai 18 anni. Inoltre, abbiamo creato anche una squadra seniores che gioca nel campionato di serie C/C , per i ragazzi che superano la maggiore età.

I nostri successi maggiori sono legati ai tornei Iqbal, organizzati ogni anno nel nostro campo, il San Teodoro di Librino, a cui partecipano tutte le squadre siciliane portando oltre 300 bambini a giocare. Intendiamo in futuro allargare gli inviti anche alle squadre fuori dalla Sicilia.

Il nostro momento più importante è stato la liberazione del Campo San Teodoro. Il campo, campo abbandonato dal Comune di Catania, era lasciato alla mercè del vandalismo. Nel 2012 abbiamo deciso di smettere di allenare i ragazzi in giro per la città e di occupare questa struttura, che, nel 2015, ci è stata affidata in concessione.

Da quel momento il San Teodoro è diventata la casa dei Briganti, in cui si svolgono tutte le nostre attività, sportive e non.”

Qual è il ruolo che può avere una società come i Briganti Librino in una realtà complessa come Catania?

“Purtroppo spesso le Istituzioni non riescono a soddisfare le esigenze della popolazione, quindi l’attività di volontariato diventa essenziale per farne fronte.

Il Comune di Catania, dopo anni di gestioni fallimentari e senza lungimiranza, ha avuto amministratori che hanno fatto poco per il bene comune, e oggi si ritrova in dissesto finanziario, senza alcuna prospettiva di poter risanare nel breve tempo la situazione.

La sopravvivenza al degrado economico e culturale della città oramai è nelle mani dei cittadini che hanno a cuore la città e si spera che ognuno con un piccolo contributo la renda più vivibile.

Noi facciamo parte di una rete di associazioni, piattaforma Librino, con cui proviamo ad aiutare il quartiere a sfuggire ai tentacoli della criminalità organizzata, che prolifera indisturbata e si insinua nelle famiglie con problemi economici.”

Quanto è importante secondo voi lo sport nello sviluppo di un territorio da un punto di vista sociale?

“Lo sport è lo strumento che noi abbiamo scelto per promuovere i valori del senso civico.

Oltre che aiutare il benessere fisico, lo sport insegna il rispetto delle regole e delle persone, l’uguaglianza ed il valore del sacrificio.

Se riuscissimo con lo sport a trasmettere anche solo la metà dei principi che questo porta con sè, avremmo raggiunto già un grande obiettivo.”

Quanta importanza ha per voi il rapporto con i tifosi e il vostro seguito?

“I nostri sostenitori sono fondamentali. Non è facile da spiegare la felicità che si prova quando si sente il sostegno incondizionato della gente.

In più ad ogni problema che ci siamo ritrovati ad affrontare, come i furti e gli incendi che abbiamo subito negli anni, i nostri tifosi hanno sempre risposto insieme a noi. Hanno contribuito sia economicamente che con la loro manodopera a rimettere insieme i pezzi e a darci la forza di continuare ad andare avanti, sempre più convinti.”

Quanto sono importanti i valori per voi e come si unisco i valori di uno sport nobile come il rugby con quelli più politici?

“Noi scegliamo di fare rugby popolare, che principalmente vuol dire permettere a tutti di svolgere l’attività sportiva da noi, non richiedendo alcun corrispettivo. Questa decisione è già una scelta politica, perché crediamo che lo sport non debba essere succube delle dinamiche economiche e che debba essere consentito a tutti di praticarlo.

Non ci interessano le fazioni politiche, noi promuoviamo e difendiamo i valori della Costituzione, come l’uguaglianza, la libertà sessuale e di religione, la dignità del lavoro, l’antirazzismo e l’antifascismo. Questo significa coltivare il buon senso, non un credo politico.”

Oltre alla squadra maschile, avete altre squadre e se sì, quali?

“Abbiamo tutte le categorie sia maschili che femminili del mini rugby dalla under 8 alla under 12, tutte le categorie juniores maschili e femminili dalla 14 alla 18 e infine la seniores femminile.”

Quali sono i progetti per il vostro futuro?

“Oggi il nostro futuro purtroppo è legato a fattori esterni, ossia al completamento dei lavori di rifacimento del campo da gioco, che da due anni ormai ci costringono, a causa di vari ritardi e difficoltà, a non poter svolgere le attività al San Teodoro. Lavori finanziati con fondi europei e gestiti dal Comune di Catania, che purtroppo al momento ci danneggiano invece che aiutarci. 

I nostri obiettivi sono di continuare il percorso intrapreso, cercando di coinvolgere sempre più persone ed avvicinarle alla nostra realtà, che nella vita quotidiana è sempre divertente, e non ci si annoia mai. A parte la felicità di giocare all’aria aperta con i bambini, da noi si creano legami di amicizia fortissimi e spesso ci si ritrova a fare festa tutti insieme al campo, anche alla sera senza i bimbi, e alla fine ci basta questo per essere contenti. 

Ci auguriamo quanto prima di tornare a casa nostra, in un campo nuovo, che può solo aiutarci a perseguire con più strumenti il nostro scopo sportivo e sociale.”

Visto che realtà i Briganti Librino a Catania? Se ti va di scoprire nuove realtà come questa, non devi fare antro che tornare qua, anche settimana prossima sulla rubrica sul dilettantismo di Coast2CoastBlog!

Arrivederci!

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