A.C. Meda 1913, la storia del calcio è qui

A.C. Meda 1913, la storia del calcio è qui

Bentornati gentili lettori e lettrici nella rubrica più appassionante ed emozionante di Coast2CoastBlog: la rubrica sul calcio dilettantistico!

Questa settimana, vi abbiamo preparato uno squisito piatto amarcord!

Infatti, venite con noi nella Cabina del Dottor Who, a scoprire la fantastica storia del Meda, della quale ci ha parlato il presidente della società, Gigi Cairoli.

Buona lettura!

Il Meda ha una grande e lunga storia che affonda all’inizio del Novecento, ce ne può parlare?

“Il Meda affonda le sue radici nel lontano 1913, quando un gruppo di medesi appassionati di calcio decise di fondare la società.

Fin da subito furono adottati i colori bianconeri riprodotti sull’antico stemma comunale della città, colori che hanno sempre contraddistinto la ormai più che centenaria storia, con le maglie indossate dai calciatori a strisce verticali bianche e nere.

Il Meda ha disputato nel corso della sua storia 11 campionati di Serie C2. Nel 1944-45, ha partecipato al Torneo Benefico Lombardo che aveva sostituito durante la guerra la Serie A in Lombardia. Nel secondo dopoguerra, il Meda militò ancora in Serie C fino al 1948, poi in Promozione e in Quarta Serie dalla quale retrocesse nel 1960”.

E negli ultimi decenni come è proseguita la vostra strada?

“Dopo 10 anni nei campionati minori, il Meda nel 1970 vince la Promozione ritornando tra i semiprofessionisti, tra i quali resta per cinque anni.

La squadra conobbe un’altra parentesi nei campionati dilettantistici per poi ripresentarsi sulla scena del calcio nazionale nel 1994 quando fu ammessa al Campionato Nazionale Dilettanti che vinse trionfalmente nel 1998-89. In quell’anno, inoltre, disputò la finale per lo Scudetto Dilettanti contro il Lanciano fermandosi solo alle soglie del trionfo.

In C2, i bianconeri militano per un intero lustro. L’esordio tra i professionisti è stato entusiasmante per il Meda, che conquistò un quinto posto nella classifica finale e disputò i Playoff”.

E oggi?

“Per il 2004-5, il Meda venne escluso dal campionato di C2 con delibera della FIGC. In quanto previsto dal lodo Petrucci, dunque, venne fondato l’A.S.D. Città di Meda 1913 nel 2004 che ripartì dall’Eccellenza.

Al termine della stagione 2009-10 terminata con la retrocessione in Promozione, la società abbandonò il panorama calcistico regionale.

Il 17 giugno 2010 venne fondata una nuova società, l’A.C. Meda 1913, che ripartì dall’Under 21 e, con una vera e propria scalata, al primo anno ottenne la promozione in Seconda Categoria.

Nel 2015-16, il Meda è stato ammesso al campionato di Prima Categoria e, nel 2017-18, tramite il successo nei playoff, conquistò la Promozione”.

Qual è il momento che ricordate con più orgoglio?

“Nell’ultimo decennio, sicuramente, la conquista della Promozione è sicuramente il momento che ricordiamo con più orgoglio, in quanto, dopo tutto ciò che abbiamo passato negli scorsi anni, ha significato il ritorno in un torneo per lo meno regionale”.

E quello che preferite dimenticare?

“Quello, invece, che preferiamo dimenticare è sicuramente la chiusura dell’anno scorso. L’aver tolto a tutti i giovani, in particolare i ragazzi, la possibilità di potersi divertire con un pallone tra i piedi”.

Dalle vostre fila sono passati giocatori del calibro di Mauri ed Esposito, quanto è importante il calcio di provincia per la crescita dei giocatori?

“Dalle nostre fila sono usciti giocatori importanti come proprio Mauri ed Esposito, ma anche Manuel Iori (capitano del Cittadella), Claudio Corallo (ex capocannoniere dell’Empoli in Serie B), Daniele Corti (storico capitano del Varese in Serie B), Massimo Crippa (vincitore dello scudetto di Diego Armando Maradona con il Napoli) (di Maradona vi abbiamo parlato qui, qui e qui)”.

Le vostre squadre giovanili hanno una storia gloriosa e di alto lignaggio, ce ne può parlare?

“Questo successo penso che sia il frutto di un gran lavoro fatto negli anni, sia sul settore giovanile, sia nella ricerca di profili giovani interessanti”.

Quali sono le vostre aspettative per il domani?

“Ci auguriamo che la pandemia possa finire il più presto possibile e che ci permetta di tornare a vivere normalmente. Magari poi sarebbe bello riportare il Meda lassù dove merita e di farlo crescendo i nostri giovani, facendoli debuttare nel calcio dei grandi e, se fortuna vorrà, crescendo qualche campioncino in erba di cui essere orgogliosi un domani”.

Quanta storia il Meda! Visto!? Ora è il momento di lasciarci come diceva l’orso Bear, ma tranquilli, settimana prossima noi saremo ancora qui, sulle colonne di Coast2CoastBlog, per raccontarvi un’altra storia del calcio del Mondo di Sotto, e voi ci sarete?

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