Euro2020, la cavalcata dell’Italia in sette momenti chiave

Euro2020, la cavalcata dell’Italia in sette momenti chiave

Nella trionfale cavalcata dell’Italia a Euro2020 ci sono molti momenti chiave, molti episodi che hanno poi condotto alla vittoria di Wembley. La redazione di coast2coast ne ha scelti sette, uno per ogni partita della Nazionale di Roberto Mancini.

turchia-italia 0-3: l’esultanza di barella e locatelli

La gara inaugurale dell’Europeo con la Turchia, almeno nel primo tempo, si rivela complicata. L’Italia attacca, ma non sfonda e va al riposo sullo 0-0. Il rischio di una gara bloccata c’è, ma la Nazionale di Mancini sa cosa fare ed esce bene dalla ripresa. Minuto 52. Locatelli pesca Barella tra le linee, palla allargata per Berardi, che affonda a destra e trova la sfortunata deviazione di Demiral. 0-1, gara sbloccata e poi discesa verso i gol di Immobile e Insigne.

Nel momento in cui la palla entra in porta Locatelli corre verso Barella. I due si battono il petto, esultano. Parte del gol è merito loro, di quel movimento perfetto del numero 18 pescato a memoria dal 5. Meccanismi consolidati che sono e saranno la chiave della vittoria.

italia-svizzera 3-0: loca-loca telli-telli

Un po’ scontato, ma la sera di Italia-Svizerra è la sera di Manuel Locatelli. Trovatosi titolare un po’ per caso nelle prime due gare per l’infortunio di Verratti, il centrocampista del Sassuolo si fa trovare prontissimo. Il primo gol nasce da lui, con il cambio gioco meraviglioso per Berardi, e finisce con il suo inserimento a fari spenti e il sorriso ancor prima di calciare a porta vuota.

Il secondo gol, più difficile, di sinistro dal limite. Doppietta alla seconda gara in un Europeo. Non male. Locatelli si prende il secondo dei sette momenti chiave dell’Italia.

italia-galles 1-0: il cambio donnarumma/sirigu

Dopo le due vittorie contro Turchia e Svizzera la partita con il Galles conta poco. Basta un pareggio per la matematica del primo posto e l’Italia è tranquillamente avanti grazie alla rete nel primo tempo di Pessina. Mancini fa girare tutta la squadra, inserendo anche Raspadori, ma quello che accade all’89’ è il segno della forza del gruppo.

Il CT si gioca l’ultimo cambio richiamando Donnarumma e facendo entrare Sirigu, il secondo portiere. Gigio è il titolare indiscusso, ma il portiere del Torino è uno dei veterani dello spogliatoio. È importante per il gruppo e il premio significa tanto. Significa che la squadra è al 100% concentrata verso l’obiettivo e pende dalle labbra di Mancini.

italia-austria 2-1: si sblocca il figlio d’arte

A inizio Europeo le gerarchie offensive sono chiare: Berardi titolare, Chiesa usato come arma in corso. Federico si accontenta di tredici minuti con la Turchia e 25 con la Svizzera. Contro il Galles Mancini gli concede tutta la partita, ma sembra più una passerella, tant’è che agli ottavi contro l’Austria parte ancora fuori.

La gara è dura, durissima. All’84‘ si è ancora sullo 0-0 e Mancini inserisce Chiesa, il “Figlio d’arte”, come lo chiama Francesco Repice su Radio 1. Inizia un altro Europeo. Inizia il SUO Europeo.

Minuto 95. Spinazzola allarga per Chiesa: controllo di testa, dribbling e sinistro fulminante. È 1-0. Chiesa si sblocca e da quel momento sarà lui il titolare di Roberto Mancini e sarà lui la chiave dei successi azzurri. Con la Spagna ancora un gol, con l’Inghilterra la sfrontatezza di affrontare in dribbling anche due avversari alla volta.

belgio-italia 1-2: spinazzola di…fortuna

Il Belgio fa paura. È la prima squadra del ranking, ha Lukaku, De Bruyne, Mertens, Thorgan Hazard (il fratello siede in tribuna, infortunato), ma gli azzurri non tremano. Barella apre le danze, Insigne raddoppia, prima che il rigore di Lukaku, al termine della ripresa, rimetta in partita una squadra in bambola per 45 minuti.

Minuti in cui Spinazzola fa quello che vuole a sinistra, dimostrandosi di gran lunga il miglior terzino dell’Europeo. La giocata decisiva, prima di quel terribile infortunio, però la fa in difesa.

Doku – avrà un grande avvenire – pesca il taglio di De Bruyne alle spalle dei due centrali. Il talento del City, decentrato sulla sinistra, pesca Lukaku sul secondo pallo. L’attaccante nerazzurro calcia in equilibrio precario con destro: sembra gol, ma, per qualche misteriosa mano dall’alto, il pallone non entra. In presa diretta sembra quasi palo, ma l’esultanza di Bonucci e Chiellini schiarisce le idee: è stato Spinazzola, di sedere, a deviare fuori il gol del possibile 2-2. Colpo di…fortuna.

italia-spagna 5-3 (dcr): il riscatto di bernardeschi

Al momento delle convocazioni in tanti storcono il naso per la presenza di Bernardeschi al posto di Politano. L’ala del Napoli ha fatto un grande campionato, ma Mancini si fida dei suoi uomini e il bianconero, seppur come gregario, è uno di questi. Fa qualche apparizione a gara in corso e, anche con la Spagna, entra dalla panchina.

In partita combina poco, ma, quando si va ai rigori si prende la sua rivincita. Mancini lo sceglie come quarto rigorista e, quando si presenta sul dischetto, si è sul 2-2, con un errore per parte. Berna non trema e manda la palla all’incrocio. È il primo dei due rigori più importanti della sua vita e lo tira con una cattiveria e una convinzione che solo chi sa di essere parte integrante del gruppo può fare. Bravo Berna. E le lacrime dopo la finale nascondono un anno di critiche, messe alle spalle. Finalmente.

italia-inghilterra 4-3 (dcr): la coppa per il collo

Ci sarebbero tante immagini per la finale. Il gol di Bonucci di rabbia, le parate di Gigio, la grinta di Chiesa, ma per l’ultimo dei sette momenti chiave dell’Italia, il protagonista è Giorgio Chiellini. Che a quasi 37 anni gioca una competizione favolosa, senza sbavature, mettendosi nel taschino attaccanti come Lukaku e Kane. Nella mente degli italiani, però, in finale rimane ben chiara un’immagine.

Mancano trenta secondi alla fine e Chiellini battezza male un rimbalzo, facendosi prendere il tempo da Saka. Il giovane inglese potrebbe andare in campo aperto e sarebbe un rischio che, a mezzo minuto dai supplementari, potrebbe essere letale. Chiellini si aggrappa alla maglietta di Saka e lo tira giù con una mossa che sui campi da calcio si vede poco. Giallo. Sacrosanto.

La giocata è il segno della voglia di Chiellini di prendersi quella coppa. Il capitano è pronto a dare anima e corpo per difendere la porta, anche con giocate inusuali, e si appende al giovane inglese con la rabbia di chi, arrivato a un metro dal traguardo, non vuole cadere. Uno dei momenti chiave della vittoria dell’Italia che più ci rimarrà impresso.

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