Fantanostalgia: Gonzalo Bergessio, il Toro alla conquista di Catania

Fantanostalgia: Gonzalo Bergessio, il Toro alla conquista di Catania

Coriaceo, battagliero, ma anche dotato di un ottimo senso del gol. Gonzalo Bergessio ha messo la sua firma sulla stagione 2012/13, la migliore della storia del Catania.

Il tango dei bomber

Milito, Tevez, Palacio, Higuain, Denis. A inizio anni ’10 del Duemila, quando l’asta giungeva al fatidico listone degli attaccanti, l’Argentina rappresentava una tappa obbligata per tutti i fantallenatori italiani. Per un paio d’anni, però, chi aveva già dilapidato una fetta consistente del suo patrimonio tra portieri e centrocampisti sapeva esattamente su quale nome puntare i suoi ultimi crediti.

Il profilo in questione è ovviamente quello di Gonzalo Bergessio. Argentino anche lui, ma senza dubbio meno esoso rispetto ai suoi illustri connazionali e colleghi di reparto. Eppure, per qualche anno il Toro ha fatto sognare tutta Catania e ha scritto pagine indimenticabili della storia rossazzurra. Tuttora detiene il primato di marcature in Serie A per il club siculo: ben 35 in tre stagioni e mezzo.

Una pagina indimenticabile

Rimane indelebile la firma di Bergessio su quella che, numeri alla mano, risulta essere la migliore annata della storia del Catania: 8° posto finale in Serie A, con record di punti conquistati e di gol realizzati. Non a caso, è anche la miglior stagione personale per il nostro eroe, che timbra il cartellino ben 13 volte e serve anche 6 assist.

Giunge così a compimento il percorso di crescita del Toro, sbarcato in Sicilia un anno e mezzo prima. Rapido, astuto, pugnace, nonché coadiuvato da un’artiglieria leggera che vanta tra i suoi pezzi pregiati Barrientos, Lodi e il Papu Gomez. Bergessio sfonda finalmente il tetto della doppia cifra, imponendosi come uno degli attaccanti più interessanti della provincia italiana.

Bergessio-Catania show, le prime puntate

Il primo turning point della stagione per il puntero argentino e per il suo Catania è fissato già per la seconda giornata. I rossazzurri sono chiamati al debutto tra le mura amiche contro il Genoa di Gigi De Canio. Bergessio marca una doppietta fondamentale ai fini del risultato, regalando le prime due perle stagionali ai fantallenatori che hanno creduto in lui.

In realtà, i mesi in vista sono piuttosto avari di gioie personali per il Toro. Complice anche qualche noia muscolare, il bomber di Maran alla 15esima giornata è ancora fermo a quota 3 gol. Proprio nel momento meno brillante della stagione, ecco la rabbiosa reazione di un centravanti abituato a lottare per ogni singolo pallone. A Siena, con i padroni di casa in vantaggio, Bergessio prima serve l’assist del pari a Lucas Castro, poi realizza una doppietta da vero rapace d’area.

La grinta di Bergessio

Nei mesi successivi, Bergessio continua a garantire il suo fondamentale apporto alla causa catanese. Un contributo rappresentato certamente dai gol, ma ancor di più dall’enorme lavoro di sacrificio e di sponda per favorire gli inserimenti dei compagni. Così accade, per esempio, alla 20esima giornata: messo davanti alla porta dal Toro, il Papu Gomez non sbaglia e firma la vittoria contro la Roma di Zeman.

Quando il gioco si fa duro, però, agli attaccanti si chiede una sola cosa: segnare il più possibile. È esattamente la situazione in cui si ritrova il Catania a cinque giornate dalla fine. Dopo la rocambolesca sconfitta con l’Inter alla 27esima giornata (in vantaggio 2-0, i rossazzurri si fanno rimontare sul 2-3 dalla squadra di Stramaccioni), i siciliani raccolgono appena una vittoria nelle 6 partite successive. Una minicrisi che pregiudica anzitempo ogni velleità europea per i ragazzi di Maran.

Bergessio, però, è uno che si esalta nelle difficoltà. E difatti, in queste ultime cinque partite mette a segno ben 5 gol e due assist. Bonus che vengono distribuiti in modo piuttosto equo, eccezion fatta per quell’ingorda tripletta ancora una volta contro il Siena, una delle vittime preferite del bomber latino. Gli ultimi sussulti stagionali valgono al Catania lo storico ottavo posto e migliorano sensibilmente il piazzamento finale di diverse fantasquadre.

E dopo?

Nel 2013/14 Bergessio si riconferma a ottimi livelli in termini di realizzazioni, chiudendo il campionato con 10 gol. Altrettanto non fa il Catania, che trascorre tutta la stagione nei bassifondi della classifica e a fine anno retrocede. Ne risente anche il rendimento (fantacalcistico) del Toro: il nervosismo dilaga, come testimonia la sfilza di 8 cartellini gialli e un rosso.

Nonostante la discesa dei rossazzurri in serie cadetta, Bergessio ha ancora mercato in Serie A e accetta l’offerta della Sampdoria. I blucerchiati chiuderanno la stagione raggiungendo uno storico piazzamento europeo, ma il contributo del Toro sarà praticamente irrilevante. Una sola rete in 24 presenze, molte delle quali da subentrato per una manciata di minuti. Va detto che la concorrenza per un posto in attacco è a dir poco agguerrita: Eder, Okaka, Eto’o, Muriel e per metà stagione anche Gabbiadini.

Nell’estate del 2015 Bergessio lascia la Serie A per fare ritorno nel Nuovo Mondo, destinazione Messico. Le esperienze con l’Atlas e poi in Argentina con il San Lorenzo e il Vélez si rivelano piuttosto deludenti. Ben più azzeccata è la scelta di trasferirsi in Uruguay, dove il Toro vive una seconda giovinezza. Con la maglia del Nacional, dal 2017 a oggi, ha segnato 74 gol in 142 partite, divenendo capitano e miglior realizzatore della storia recente del club.

Noi, in Italia, non potremo mai dimenticare le gesta di un attaccante come Bergessio al suo Catania.

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