Giuseppe Mascara, in nome della provincia

Giuseppe Mascara, in nome della provincia

Immersione nel mondo di Giuseppe Mascara, un ragazzo siciliano che alla squadra della sua provincia diede tutto. Estro, talento e sfacciataggine. Questo ed altro lo fecero diventare Mascarinho.

Quello che si prepara a disputare l’edizione numero 107 della Serie A è un Catania solido e sicuro dei propri mezzi. Uno su tutti, quel fortino rappresentato dallo stadio Angelo Massimino, un coro di ventimila voci che ad ogni occasione spinge gli etnei ad onorare la casacca.

Il Catania di Zenga

Tra le file dei rossazzurri, allenati dall’”Uomo Ragno” Walter Zenga, i sempre affidabili Potenza e Silvestre, una colonia di ben sette argentini (tra i quali il portiere Bizzarri) oltre a giocatori fondamentali ed iconici quali il giapponese Morimoto, Tedesco e Spinesi.

Brilla su tutti la stella del talento di Caltagirone: Giuseppe Mascara.

Inizio col botto

La stagione inizia nel migliore dei modi. L’ultimo giorno d’agosto si disputa il primo turno: i rivali designati sono i rossoblù di Genova. Mascara viene posizionato nell’insolita posizione di punta centrale, scelta tattica che dimostra una gran lungimiranza da parte di Zenga.

Su una respinta del portiere brasiliano Rubinho insacca il goal che vale tre punti che, ben protetti fino alla fine, restano in Sicilia.
Alla terza giornata arrivano a Catania i nerazzurri dell’Atalanta, reduci da due successi consecutivi. I siculi la vincono di misura, con una rete di Paolucci: di pregevole fattura l’imbucata di Mascara, capace di mandare al tiro il compagno con un tocco tra le linee arretrate bergamasche.

Gli etnei continuano a maturare buoni risultati. Vittoria sul Chievo Verona, oltre a due preziosi pareggi esterni: uno ai danni della Reggina e l’altro all’Olimpico di Torino, rimontando lo svantaggio, contro la Juventus!

Giuseppe mascara: Il maestro dal dischetto

In data 19 ottobre è in programma il “Derby di Sicilia” tra Catania e Palermo. Sul risultato di 1 a 0, all’87′, viene dato un rigore per un tocco di mano decisivo da parte di Migliaccio. Mascara si presenta dagli undici metri e non sbaglia. Palla a sinistra, portiere a destra. Il +3 (=goal) del siciliano chiude il caldissimo scontro tra le due squadre dell’isola.

Sei giorni dopo il ventinovenne di Caltagirone si ripete. A dieci giri di lancetta dalla fine viene assegnato un penalty pesantissimo. L’esito è lo stesso, Giuseppe Mascara sceglie lo stesso lato e regala la parità ai suoi nel match dell’Artemio Franchi, contro il Siena di Marco Giampaolo.

Catania rollercoster

I catanesi vanno a vuoto e perdono sia tra le mura amiche, contro l’Udinese, sia sul campo della Lazio. Poi, la svolta arriva con il “Derby delle Isole”. Al Massimino è atteso il Cagliari di Allegri. Il Catania la spunta a tre minuti dalla fine con un goal di Sabato ma è di Mascara, al 37′, la rete del pareggio. Zenga ed i fantallenatori ringraziano.

L’exploit

Una settimana dopo Giuseppe decide di impugnare il pennello per dipingere un capolavoro calcistico, a farne le spese è il Torino. All’8′ minuto, su assist di Paolucci, fa il goal del pareggio. Continua la sua lezione con una precisa punizione dai 25 metri e, a dieci dalla fine, cala il tris del definitivo 3 a 2! Un +9 che tanti appassionati fantallenatori ricordano con gran gioia!

Alti e bassi

Sul più bello la favola catanese s’interrompe. Mascara non segna per 14 partite, 3 mesi e mezzi di vuoto per il talento della provincia. Nel seconda ed ultima occasione nella quale gioca da punta, trova il bonus da +1 (=assist). Il 21 dicembre la Roma vola a Catania. Gli etnei vincono clamorosamente per tre reti a due; la decide una doppietta del giovane Morimoto

In questo stesso periodo, tra pochi alti (partita sopracitata e vittoria sulla Reggina) e tanti bassi (8 sconfitte e 3 pareggi), i siciliani scendono alla tredicesima posizione.

Il capolavoro

Se i primi segnali arrivano nel successo sui calabresi, già ultimi in classifica, la svolta arriva alla 26esima giornata. Il 1° marzo si gioca il ritorno del derby siciliano. I rossazzurri danno una lezione agli acerrimi rivali del capoluogo. Il risultato finale dice Palermo 0 e Catania 4.

Alla festa del goal partecipano Ledesma, Morimoto e Paolucci ma la scena la ruba Giuseppe Mascara. Il minuto 44 calcia un pallone da oltre 50 metri. La traiettoria tradisce l’estremo difensore rosanero che fa spettatore non pagante di una rete da storia del calcio. È qui che nasce il nomignolo “Mascarinho”!

È quasi impossibile trasporre la spettacolarità di tale gesto e per fortuna ci viene in sostegno la “scomposta” reazione del commentatore, Maurizio Compagnoni, il quale definirà “Mascara meglio di Maradona e Beckham” per questo goal difficilmente ripetibile!

Sempre lui/Why always Mascara?

Due settimane dopo, al Friuli, regala alle cineteche sportive un nuovo pezzo da repertorio. Su un rimbalzo verticale, a più di 30 metri dalla porta, fa partire una fucilata di collo esterno che si insacca sotto alla traversa. Alla fine dei 90 minuti questo goal da il pareggio esterno ai suoi.

Continua il saliscendi

I siciliani continuano ad alternare prove convincenti come i successi su Lazio e Samp (in casa) alle sconfitte con Siena, Cagliari e Torino. Proprio contro i doriani, a metà aprile, Mascara trova la decima rete del suo campionato. Il tutto con un rigore magistrale tirato alla destra del portiere, a baciare l’interno del palo.

A questo punto però i catanesi staccano completamente la spina. Nelle ultime sei partite gli etnei escono sconfitti dal campo per cinque volte. L’unica vittoria arriva alla penultima, contro il Napoli, spazzato via con un 3 – 1; al successo interno partecipa pure Mascara, ancora una volta con la sua precisione dal dischetto.

Dulcis in fundo

A fine stagione c’è il record di punti per il Catania (in Serie A), sono 43 e valgono il quindicesimo posto in classifica. A tal fine Giuseppe Mascara contribuì con 12 goal e 2 assist in 34 apparizioni stagionali. Il talento di Caltagirone resta nei cuori dei fantallenatori per la sua vena realizzativa nonché per la sua capacità di prendere spesso buone valutazioni tramite il sempre valido “dare tutto per la maglia e la città “!

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