Flop 11 di Euro 2020: tra strafalcioni e promesse mancate

Flop 11 di Euro 2020: tra strafalcioni e promesse mancate

Dopo l’attesa Top 11 che tanto ci ha esaltato vista la presenza di molti dei nostri azzurri, eccoci qui con la Flop 11 di Euro 2020. Ancora una volta le scelte sono state vostre, per cui non ci assumiamo alcuna responsabilità per eventuali querele, grazie followers!

FLOP 11 DI EURO 2020

Mentre per la Top 11 potevamo parlare di un solido 4-3-3, in questo caso si presenta ai nostri occhi uno scialbo 4-2-3-1, fatto di buchi difensivi, centrocampisti con i piedi al contrario e attaccanti a cui è stato rubato il talento dai cugini dei “Monstars” di Space Jam, questa volta grandi appassionati di calcio.

PORTIERE

MARTIN DUBRAVKA: Il secondo tragico…Dubravka! Un errore fantozziano quello compiuto dal portiere della Slovacchia nella partita contro la Spagna. Se fosse capitato nel campionato italiano, con la nostra cultura del sospetto sempre in modalità “on”, si sarebbe gridato al campionato falsato. Eppure la partita non era iniziata male per il povero Martin. Un rigore parato a Morata prima del clamoroso autogol. Così il via ad una grandinata di cinque reti delle furie rosse. Come si suol dire, poteva anche piovere!

DIFENSORI

BENJAMIN PAVARD: Sono passati tre anni dallo splendido gol del terzino francese messo a segno ai Mondiali 2018 contro l’Argentina, votato addirittura il più bello della competizione! A dir la verità sembra ne siano passati molti di più! Grandi passi indietro del giocatore del Bayern Monaco, che riesce nell’impresa di giocare tre partite e portare a casa due ammonizioni. Poca spinta sulla fascia, dove sei finito Benjamin?

MERIH DEMIRAL: Pochi top, anche la Turchia pochissimo top…scusaci Merih ma non potevamo non prendere in prestito il tuo marchio di fabbrica per descrivere la fallimentare spedizione turca ad Euro 2020. L’autogol che sblocca la gara contro l’Italia è anche frutto di un’ottima intuizione di Berardi, ma era lui che doveva guidare la difesa tura nel torneo. Risultato? Otto gol presi in tre partite. Come direbbe Mario Mandžukić: “no good”!

CLÉMENT LENGLET: Riesce nell’impresa di giocare solo un tempo in tutto il torneo e a combinarne di ogni. Nell’ottavo contro la Svizzera si perde Seferovic nell’occasione del primo gol. Inadeguato per tutto il resto della gara, tanto da venir sostituito da Coman all’intervallo. Rimandato!

RICARDO RODRIGUEZ: Il commento più semplice di tutti: andate a rivedere gli alcune sue prestazioni al Torino quest’anno o al Milan e capirete. Col passare degli anni sembra che stia peggiorando anche in quello che sembrava il suo punto di forza, i calci piazzati. Il rigore sbagliato contro la Francia poteva costare caro, per sua fortuna ci ha pensato Gavranović.

CENTROCAMPISTI

IILKAY GÜNDOĞAN: Preparatevi perché è dietro l’angolo il “era tutto merito di Guardiola”. A guardare le prestazione del talento del City viene da chiedersi che fine abbia fatto colui che quest’anno ha messo a segno la bellezza di 17 gol in maglia citizens alla sua prima stagione da falso nueve. In mezzo al campo non dà i frutti sperato a Low, che addirittura lo panchina nell’ottavo di finale contro l’Inghilterra.

ADRIEN RABIOT: Il cavallo pazzo stavolta ha trovato la prateria sterrata. Complice un reparto che, seppur colmo di fenomeni, non ha mai dato l’impressione di girare, l’europeo di Adrien è da dimenticare. Mai decisivo e mai capace di togliersi questa maledetta etichetta di eterno incompiuto.

ATTACCANTI

LEROY SANÉ: Poche chiacchiere, era lui il prescelto per aprire il nuovo ciclo vincente della Germania. Appuntamento al prossimo giro, perché stavolta qualcosa è andato storto. Zero incisività in attacco e prestazioni acquose. Prima dell’europeo, in patria, dicevano di lui che non fosse un leader e non fosse decisivo, per ora ci hanno preso.

HAKAN ÇALHANOĞLU: L’europeo doveva essere il suo trampolino di lancio. Per ora solo i tifosi milanisti lo hanno lanciato fuori dalla finestra facendolo atterrare sul prato dei vicini nerazzurri che ora hanno una paura bestia di aver preso l’ennesimo pacco dai cugini. All’europeo ha inciso poco e niente nella debacle della sua nazionale.

KYLIAN MBAPPÉ: Per il trono di Ronaldo e Messi passare un’altra volta, forse non si è ancora pronti. Iniziamo con calma, chiunque sbaglia un rigore. Succede ai migliori e Mbappé è sicuramente uno di loro. Il flop europeo del fenomeno francese lo si è potuto notare nelle prestazioni, spesso scialbe e senza quelle fiammate che avevano incendiato la Russia nell’estate del 2018. C’è ancora tempo, arriverà all’Olimpo, ma piano con i paragoni.

TIMO WERNER: Ragazzi qui sentiamo odore di sopravvalutato. Non vogliamo arrivare all’iperbole, ma ci sembra che il centravanti tedesco sia stato un po’ troppo pompato nelle ultime stagioni. Dopo le clamorose occasioni fallite in finale di Champions con il Chelsea, ora l’europeo steccato con zero gol a segno. La qualità c’è senza dubbio, manca la continuità e la freddezza sotto porta. Per ora si è meritato solo il posto di bomber nella nostra flop 11 di Euro 2020!

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