Guiza, un gregario finito nel dimenticatoio

Guiza, un gregario finito nel dimenticatoio

È il 90° minuto ed il signor Rosetti di Torino fischia la fine di Germania-Spagna. Gli iberici sono campioni d’Europa per la seconda volta, a 44 anni dal successo raggiunto nel 1964. Capocannoniere del torneo è David Villa, la punta del Valencia. In una storia, però, i protagonisti non sono sempre principali e perciò non sempre si riesce a conservarne il ricordo. È il caso di Daniel Gonzàlez Guiza!

UN GREGARIO

C’è chi vive la nazionale in modo carnale e regolare come i tanti che, partiti dalle selezioni giovanili, arrivano alla prima squadra. Poi ci sono i gregari (altrettanto amanti della casacca “Roja”). Questi giocatori hanno la necessità di sudarsi ogni secondo giocato con quella maglia, quella della propria nazione. Coprotagonisti coscienti di star brillando di luce emanata dalle altre stelle. Uomini e donne disposti a spaccare il mondo pur d’avere una singola possibilità di onorare LA maglia.

È con questo status che Guiza viene convocato per i campionati europei che si giocano tra Austria e Svizzera nel periodo compreso tra l’8 ed il 29 giugno dell’estate del 2008!

IL CAMMINO

Il cammino di Daniel però inizia prima, nell’estate del 2007: anno in cui cambia maglia, tornando a Maiorca dopo 5 stagioni poco prolifiche; ignorando le reti realizzate con una certa continuità solo tra la Segunda Division e le serie inferiori.

È qui che dimostra al selezionatore, il CT Aragones, di meritare la convocazione in Nazionale. A Maiorca segna la bellezza di 27 goal in 37 partite (1 solo match saltato) diventando il capocannoniere de La Liga. Questo avviene staccando di 8 o più realizzazioni calciatori del calibro di Raul, Villa, Aguero, Eto’o, Milito, Forlan e Van Nistelrooij; così facendo portò il suo Maiorca ad un solo punto dall’accesso alle competizioni europee!

PRIMI PASSI SPAGNOLI

La Roja supera in scioltezza il proprio raggruppamento (il D) grazie a 9 punti ottenuti vincendo tutte e tre le partite a sua disposizione. Regola prima la Russia con un granitico 4 ad 1 per poi imporsi di misura sulla Svezia di Ibra; è 1 a 2 il risultato finale.

È una nazionale nella quale ogni stella può brillare. Il momento di Daniel arriva a 2 minuti dalla fine del match che vede la Spagna contrapposta alla Grecia di Charisteas. Su un cross dalla destra di Sergio Garcia, il roccioso Dellas perde Guiza che può segnare indisturbato a pochi passi dalla porta. La Spagna così fa 3 su 3 grazie alla punta di Jerez de la Frontera.

D’ORA IN POI NON SI PUO’ SBAGLIARE

Ai quarti gli uomini agli ordini di Luis Aragones trovano l’ostica Italia, fresca vincitrice dei Mondiali. È una partita serrata nella quale rubano la scena due reparti di centrocampo stellari, così sia i tempi regolamentari che i supplementari finiscono a reti inviolate. Si va ai calci di rigore! Daniel sarà l’unico dei suoi a sbagliare il tiro dagli undici metri ma ciò verrà compensato dal successivo errore compiuto da Antonio Di Natale.

Quattro giorni dopo, sempre a Vienna, si gioca la semifinale. A battagliare con gli spagnoli c’è la Russia, già sfidata e battuta nel girone!

Il match lo sblocca Xavi al quinto della ripresa ma lo chiude Daniel Guiza; con un bellissimo inserimento tra le larghe maglie della retroguardia russa riesce a trovarsi di fronte al portiere russo. Qui non spreca la sua occasione di entrare nella storia e con un preciso tocco sotto effettua un pallonetto che al 73° permette agli iberici di gestire un prezioso doppio vantaggio. La partita finirà poi con un secco 3 a 0 che proietterà la Spagna in finale con tutta la foga agonistica del caso.

EL FINAL

Germania-Spagna è la finale designata per questo vibrante europeo. A Vienna, il 29 giugno alle 20:45 iniziò uno delle finali più chiuse della storia, un’incontro di tecnica e fisico, geometrie e velocità. Letteralmente due modi opposti di vedere il calcio!
Al 33′ Fernando “El Nino” Torres segnò la rete che permise alla formazione spagnola di tornare dopo 44 anni sul tetto d’Europa.

Daniel gioca gli ultimi 12 minuti tenendo la palla in attacco in tante occasioni, dando ai suoi compagni stremati la possibilità di tornare a respirare e a Torres stesso l’occasione riposare dopo 78 minuti di battaglia pura.

POI… L’OBLIO

Dopo l’europeo Guiza indossa la maglia Roja per altre 13 volte tra amichevoli, Confederations Cup del 2009 (sua la doppietta che permette alla Spagna di battere il Sudafrica nella finale 3°/4° posto) e qualificazioni ai mondiali del 2010 (per i quali non verrà convocato). Chiuderà la sua esperienza con la nazionale contando 21 presenze e 6 reti totali.

Successivamente gioca tre stagioni con il Fenerbache (vincendo il campionato nel 2010/11) prima di tornare in patria con la maglia del Getafe, il tutto con scarsi risultati realizzativi e per una sola stagione. Suona assurdo il suo successivo trasferimento, questa volta in prestito al club malese del Johor Darul Ta’zim Football Club prima di trasferirsi in Paraguay, al Club Cerro Porteno, per due buone stagioni.

Poi torna in Spagna, al Cadice, ove realizza curiosamente 15 goal in 46 presenze, esattamente le stesse statistiche della sua esperienza sudamericana. Attualmente milita nel Atlético Sanluqueño Club de Fútbol, nella terza serie del calcio spagnolo.

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