Italia-Turchia, gli Azzurri sono un rullo compressore: è lecito sognare?

Italia-Turchia, gli Azzurri sono un rullo compressore: è lecito sognare?

Italia-Turchia ha dato il via questa nuova edizione degli Europei. Una gara a senso unico, nella quale gli Azzurri hanno stritolato gli uomini di Gunes. I tifosi sono già in delirio, ma la strada è ancora lunga.

UN’ITALIA AL LIMITE DELLA PERFEZIONE

Italia-Turchia ci ha aperto le porte alla nuova edizione dell’Europeo. Gli Azzurri hanno disputato una partita fantastica, confermando le prestazioni fatte nell’ultimo anno e mezzo. La squadra di Mancini, inizialmente chiusa in una morsa di maglie rosse, ha rifilato tre reti anche agli uomini di Gunes: 3-0 il risultato finale. Un’Italia sciolta, armoniosa e che sa divertirsi in campo. A tratti perfetta. Bisogna solo capire quanto e se sia lecito sognare.

FORMAZIONI

Mancini si è affidato all’ormai noto 4-3-3 fluido, con Locatelli e Jorginho in cabina di regia. La Turchia è scesa in campo con un solido 4-1-4-1, sacrificando Calhanoglu sul lato mancino.

FASE DI POSSESSO ITALIA E NON POSSESSO TURCHIA

L’Italia sulla ‘carta’ partiva appunto dal 4-3-3. Come abbiamo visto però in altre occasioni, in fase di impostazione gli uomini di Mancini avviavano la manovra con i tre difensori. Florenzi rimaneva bloccato sulla destra e diveniva così il braccetto di Bonucci. Jorginho e Locatelli agivano entrambi in cabina di regia, supportando la linea arretrata. Allo stesso tempo sia Barella che Spinazzola aumentavano il raggio d’azione, sganciandosi dai propri compagni di reparto.

La Turchia non si è praticamente mai preoccupata di alzare la pressione, preferendo anzi difendersi con tutti gli effettivi dietro la linea del pallone. Inoltre Gunes, volendo oscurare Jorginho, ha affidato a Yazici la marcatura a uomo sul regista italobrasiliano.

Gli Azzurri, quando si portavano nella metà campo avversaria, alzavano Berardi e Spinazzola, chiamati entrambi a dare ampiezza alla formazione di Mancini. Insigne lasciava così la corsia di competenza, avvicinandosi ad Immobile. Barella, in fase offensiva, era completamente staccato dalla mediana e fungeva da attaccante aggiunto.

I turchi non si scomponevano e si difendevano con due linee da quattro molto compatte. Spesso un centrocampista, per non lasciarsi sfuggire Insigne, si allineava al reparto arretrato, con il risultato che vediamo nella seconda slide: una difesa a tutti gli effetti a cinque.

IL MURO DELLA TURCHIA E LE DIFFICOLTÀ DELL’ITALIA

Gli Azzurri hanno dominato l’intera gara. Ma nella prima frazione non sono mai riusciti a sfondare, nonostante il possesso sia stato schiacciante: 67% il possesso nei primi 45 minuti (dati SofaScore.com). Come ‘imposto’ dal proprio tecnico, la Nazionale cercava di occupare l’area rivale con tre o anche quattro uomini.

In più di un’occasione abbiamo visto Chiellini recuperare il pallone negli ultimi 25 metri di campo.

Eppure il gol non arrivava. La Turchia arretrava, si schiacciava e creava densità centralmente.

Guardate qui. Sono addirittura nove le maglie rosse a protezione della propria porta, tutte disposte nell’ultimo terzo di campo. E l’Italia, intestardendosi a volere fraseggiare nello stretto, non faceva che il gioco dei suoi rivali.

E quando gli uomini di Mancini riuscivano a ribaltare il gioco sulle fasce, ecco che la Turchia portava due o tre uomini su quel fronte.

Qui Insigne lascia il cuore del campo per supportare Spinazzola ma viene pedinato. Locatelli si avvicina ai compagni, ma niente: 3 vs 3 su quel lato e Italia completamente imbrigliata.

Florenzi allora tenta di alzarsi, lasciando il suo compito da terzino bloccato, per offrire un appoggio a Berardi. Il laterale del Sassuolo, però, come ben visibile in questa slide, non premia il movimento del giallorosso, optando per la soluzione personale. In questo modo diventava impossibile scardinare il muro rosso.

IL FATTORE DI LORENZO CAMBIA L’ITALIA

Florenzi viene sostituito all’intervallo per infortunio e al suo posto Mancini inserisce Di Lorenzo. E per l’Italia qualcosa nello spartito cambia, perché il tecnico jesino deve rinunciare così al terzino bloccato. Di Lorenzo è infatti un giocatore di maggiore spinta rispetto al laterale giallorosso e, appena entrato, si lancia in avanti offrendo maggiori soluzioni agli Azzurri. Eccolo qui il 3 vs 2 sulla fascia destra.

Di Lorenzo si sovrapponeva di continuo su quel lato, anche perché molto fresco. Qui Berardi si accentra e imbuca per il compagno, involato verso la porta avversaria.

Il terzino partenopeo ha scompaginato letteralmente il sistema della Turchia, sorpresa dalle sgroppate degne di un cavallo pazzo. In questa slide Barella si allarga e allora Di Lorenzo può compiere una sovrapposizione interna. Gli uomini di Gunes faticano dunque a prendergli le misure.

L’Italia è passata così in vantaggio, capitalizzando un’azione proveniente proprio dal lato destro. La Turchia ha dovuto alzare la pressione e gli Azzurri sono andati a nozze. Qui sono tre le maglie rosse pronte ad aggredire Barella.

L’interno nerazzurro, con un fantastico filtrante, fa fuori tutta la mediana di Gunes e la squadra di Mancini può finalmente attaccare in superiorità numerica.

Immobile ed Insigne hanno poi chiuso il match: 3-0 il risultato finale all’Olimpico di Roma. Un’Italia sciolta, leggera e che a tratti ha divertito i suoi sostenitori. Tifosi che hanno elogiato una squadra quasi perfetta e che sperano di vederla trionfare alla fine della campagna europea. Ma la strada è ancora lunga. Gli Azzurri, però, sembrano un rullo compressore. E così diventa difficile non sognare quella coppa. In fondo siamo l’Italia.

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