Gli Oscar della stagione: i migliori della Serie A 2020-2021

Gli Oscar della stagione: i migliori della Serie A 2020-2021

Nelle scorse due settimane abbiamo assegnato gli Oscar dei principali campionati europei: Premier League, Bundesliga, La Liga e Ligue 1. Oggi tocca ai migliori della Serie A.

Miglior attore protagonista (Miglior giocatore): Romelu Lukaku

C’è poco da dire, Romelu Lukaku è l’uomo simbolo del 19° scudetto dell’Inter. Già alla sua prima stagione, l’attaccante belga si era fatto subito ben volere dai tifosi nerazzurri trascinando la squadra al secondo posto in classifica e in finale di Europa League. Quest’anno la vena realizzativa è rimasta praticamente la stessa dell’anno passato con 24 gol segnati in campionato. L’elemento che salta all’occhio è però un altro: i 10 assist regalati ai compagni di squadra. Nella passata stagione erano stati solo due. Questa statistica dice molto della crescita di Lukaku e della sua importanza nello scacchiere tattico di Antonio Conte.

Il mastodontico numero 9 interista è stato il centro del gioco dell’allenatore leccese, caricandosi più volte la squadra sulle spalle. Un esempio lampante è stato il derby di ritorno, una delle tante svolte significative della stagione nerazzurra. Romelu firma l’assist per il gol dell’immediato vantaggio di Lautaro e sigilla la vittoria con la terza rete. Un’annata stratosferica di Lukaku che si è conclusa anche con il meritato premio di MVP della Lega di Serie A. Il miglior attore di questa lunga stagione non può che essere lui.

Miglior Film (miglior partita): Cagliari-Parma 4-3

La partita della Sardegna Arena del 17 aprile tra Cagliari e Parma è stata senza dubbio la gara più bella dell’intero campionato. Non solo perchè ha regalato spettacolo per i continui colpi di scena fino all’ultimo secondo e gol di pregevolissima fattura, ma anche perché ha cambiato sensibilmente il destino di entrambe le squadre. In positivo e in negativo. Dopo il pirotecnico 4-3 agguantato in extremis, il Cagliari ha dato il via alla sua clamorosa rimonta salvezza. Prima della gara i sardi erano penultimi e arrivavano da 4 sconfitte consecutive. Dopo la vittoria con il Parma, non hanno mai perso (se non l’ultima, superflua, giornata) andando a vincere contro la Roma e a pareggiare in casa di Napoli e Milan. I crociati, d’altro canto, sono sprofondati nel baratro che li ha proiettati fino all’ultimo posto in classifica.

Eppure, la partita si era messa benissimo per gli emiliani. Dopo 31 minuti infatti, il Parma era in vantaggio per 0-2 grazie al bellissimo gol di Pezzella in apertura e al raddoppio dell’eterno Kucka. Nel finale della prima frazione di gioco, però, era stato Leonardo Pavoletti a riaccendere le speranze con il suo marchio di fabbrica, il colpo di testa. Nel secondo tempo, chi si aspettava un calo dei ritmi si sbagliava di grosso. Il Parma al 60′ sembra chiudere i conti con una bella inziativa personale di Man ma i sardi accorciano nuovamente le distanze appena sei minuti dopo con la conclusione chirurgica di Razvan Marin. I successivi 25 minuti sono un assedio dei rossoblu all’area degli avversari.

Proprio quando tutto sembrava finito, con 91 minuti sul cronometro, la palla arriva tra i piedi di Gaston Pereiro. Il centrocampista del Cagliari non ci pensa due volte e, nonostante l’area affollatissima, fa partire un gran sinistro a giro che si spegne in rete alle spalle di Sepe. 3-3. Gli ultimi 3 minuti sono al cardiopalma. Il Parma si butta in attacco, ferito: Man scende sulla destra e ha l’occasione per riportare avanti i suoi ma Vicario gli chiude lo specchio. Sul ribaltamento di fronte, succede l’imponderabile. Ancora una volta Pereiro diventa protagonista: protegge la palla sulla destra e riesce a crossare sul secondo palo. Lì, tutto solo, c’è Alberto Cerri, prodotto del vivaio parmense, che castiga la squadra della sua città. 4-3 al 94′, apoteosi Cagliari.

Miglior regista (miglior allenatore): Vincenzo Italiano

Sarebbe troppo scontato dare questo premio ad Antonio Conte o Giampiero Gasperini, due allenatori che sono stati anche quest’anno maestri nel guidare le proprie squadre. Vogliamo premiare, però, un mister che, alla sua prima esperienza in Serie A, con una squadra al debutto nella massimo campionato, ha rubato l’occhio a molti. Vincenzo Italiano, il mago dello Spezia. Il lavoro del tecnico calabrese è da incorniciare. Italiano ha continuato il lavoro iniziato in cadetteria la stagione precedente, plasmando una chiara identità per la sua squadra. Uno Spezia che tutti, a inizio anno, davano già per spacciato, ma che ha saputo rimanere fedele ai suoi principi di gioco anche quando i risultati non arrivavano.

Tutto questo ha permesso ai liguri di ottenere parecchi scalpi autorevoli. Il più clamoroso è stato quello ai danni del Milan: un 3-0 senza appello nel quale i rossoneri, allora primi della classe, non tirarono nemmeno in porta. Prima ancora lo Spezia aveva vinto al Maradona contro il Napoli. Nel girone di ritorno Italiano ha fermato pure Antonio Conte con un pareggio per 1-1. Il premio al lavoro di questa squadra è stata una meritata salvezza con la promessa di riprovarci l’anno prossimo, sempre con Vincenzo Italiano in panchina.

Miglior effetti speciali (miglior giocata): Daniele Verde

Addirittura una seconda statuetta per lo Spezia in questa prima stagione di Serie A. Il giocatore che merita di entrare in questa gallery riservata ai migliori della Serie A è Daniele Verde, autore di un gol stupendo contro la Lazio nel corso della 29° giornata di campionato. Un gol che ha un sapore speciale non solo per il gesto tecnico che rimane impresso nella testa dei tifosi ma anche perché segnato alla Lazio da un giocatore cresciuto nel vivaio della Roma.

Siamo all’Olimpico e la Lazio è in vantaggio per 1-0. La squadra ligure è in partita e cerca l’occasione giusta per colpire. Chance che arriva al 73° minuto. Emmanuel Gyasi scende sulla sinistra e crossa in mezzo all’area. Daniele Verde segue la traiettoria del pallone e si stacca dal suo marcatore che è Fares. La rovesciata disegnata dall’attaccante spezzino è perfetta per coordinazione, tecnica e risultato finale. La palla si insacca all’incrocio dei pali alle spalle di un impotente Pepe Reina. La Lazio riuscirà comunque a vincere la partita con un rigore allo scadere ma il gesto tecnico di Verde è rimasto vivo davanti ai nostri occhi.

Miglior montaggio (Migliore squadra): Inter

Non serve girarci intorno, i migliori della Serie A di quest’anno non possono che essere i nerazzurri. L’Inter di Antonio Conte ha lasciato speranza agli avversari solo nella prima parte di stagione quando, complice il poco riposo estivo per via della finale di Europa League, i risultati tardavano ad arrivare. Dopo Natale, però, non ce ne è stata più per nessuno. Per descrivere la straordinaria stagione di Lukaku & Co. basta mettere sul piatto qualche numero. Solo 3 sconfitte in campionato (di cui quella con la Juve alla penultima giornata totalmente ininfluente) a fronte di 28 vittorie e 7 pareggi. I nerazzurri sono stati la miglior difesa con 35 gol subiti e il secondo miglior attacco con 89 gol fatti, a una sola lunghezza dall’Atalanta prima in questa particolare graduatoria.

Ma, aldilà dei numeri, quello che va elogiato è il collettivo che Conte ha saputo creare nonostante le critiche dopo la scorsa stagione. Un gruppo in cui tutti, anche i più insospettabili, hanno contribuito in modo significativo. Emblema di questo concetto è Matteo Darmian che, arrivato a Milano in sordina e all’insegna dello scetticismo generale, si è conquistato i tifosi a suon di prestazioni autorevoli spesso condite dal gol. Un 19° scudetto dal sapore dolce che ha riportato l’Inter in cima al calcio italiano dopo 11 anni di insuccessi, delusioni e, soprattutto, assenza di progettualità.

Miglior attore NON protagonista (Peggior giocatore): Andreas Cornelius

Nonostante ci siano stati molti giocatori deludenti (da Arthur a Tonali, da Pedro a Boga), abbiamo deciso di dare questo disonorevole premio ad Andreas Cornelius, attaccante del Parma. Se i crociati, dopo tre stagioni di ottimo livello, sono finiti in Serie B come ultimi in classifica, lo devono anche a una improduttività offensiva (solo 39 reti messe a segno) disarmante di cui l’attaccante danese è stato uno dei principali colpevoli.

Nonostante non sia giusto addossare tutte le colpe a un singolo, è innegabile che da Cornelius ci si aspettasse qualcosina in più. Questo perché, l’attaccante del Parma era stato uno dei migliori in Serie A per la sua squadra nella passata stagione. Nell’annata 2019-2020, infatti, il colosso di Copenhagen aveva segnato un buon numero di gol: 12 in 26 partite. Quest’anno, invece, seppur con più partite a disposizione (29), Cornelius non si è saputo ripetere. Appena 1 gol segnato in tutta la stagione, contro l’Udinese a Febbraio. Una stagione deludente che si è conclusa nel modo peggiore possibile.

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