Roma-Lazio: l’astuzia di Fonseca premia i giallorossi

Roma-Lazio: l’astuzia di Fonseca premia i giallorossi

Roma-Lazio non è stato certamente un match esaltante, ma una sfida tesa e dalle poche emozioni. I giallorossi hanno saputo gestire i momenti del gara, vinta grazie alla pazienza e all’astuzia tipiche delle grandi squadre.

UNA ROMA PAZIENTE E RAZIONALE

Roma-Lazio. Il derby di Roma. Una partita a sé, che spesso riesce a dare un senso diverso ad un’intera stagione. Ed è quello che forse avverrà quando penseremo al campionato disputato dai giallorossi, finalmente pazienti e razionali per tutti e novanta minuti. Merito di Fonseca, che ha saputo trovare un compromesso tra la sua idea e quella di un’intera tifoseria che, in fondo, da una gara del genere spera, prima di tutto, di non uscirne con le ossa rotte.

FORMAZIONI

La Roma è scesa in campo con un quadrato 4-2-3-1, con il trio Mkhitaryan-Pellegrini-El Shaarawy alle spalle di Dzeko, unica punta. Inzaghi si è affidato al solito 3-5-2: Muriqi e Immobile la coppia d’attacco.

FASE DI POSSESSO LAZIO E NON POSSESSO ROMA

I biancocelesti, come sempre d’altronde, avviavano la manovra con i tre difensori, allargando allo stesso tempo i due braccetti. Leiva è ormai solito sganciarsi per supportare la linea arretrata.

I giallorossi, però, rispetto a quanto fatto per buona parte della stagione, non alzavano la pressione, attendendo la Lazio. Guardate qui dove si trova Dzeko, quanto è distante da Acerbi. Pellegrini intanto prende in consegna Leiva, per togliere una fonte di gioco alla squadra di Inzaghi.

La Lazio, comunque, quando riusciva a risalire il campo, cercava di accompagnare l’azione con almeno cinque uomini. Inzaghi aveva scelto Muriqi, di fianco ad Immobile, per tenere costantemente impegnata la retroguardia giallorossa.

La Roma non si scomponeva, era ben disposta in campo e sapeva difendersi con ordine, con le classiche due linee da quattro.

FASE DI POSSESSO ROMA E NON POSSESSO LAZIO

Dall’altra parte la squadra di Fonseca impostava con una struttura più definita rispetto a come l’abbiamo vista sino a poche settimane fa. Quattro difensori supportati dai due mediani, in questo caso Cristante e Darboe, con i tre rifinitori pronti ad inventare tra le linee.

Nello sviluppo della manovra i trequartisti riducevano il loro raggio d’azione. Mkhitaryan ed El Shaarawy infatti si stringevano per dialogare nello stretto con Pellegrini e Dzeko, svuotando allo stesso tempo le corsie esterne per favorire così le avanzate di Karsdorp e Bruno Peres.

Ma la Lazio la conosciamo, nei big match raramente ti lascia campo a disposizione. E anche in questa occasione, quando si difendeva di posizione, arretrava Lazzari e Lulic per formare una chiara linea a cinque.

Per tal motivo anche i giallorossi, quando attaccavano, cercavano di portare più uomini possibili negli ultimi venticinque metri avversari.

LA FRENESIA DELLA LAZIO

La Roma, come visto sopra, non ha ricercato in maniera ossessiva il palleggio o il recupero alto del pallone e ha chiuso la prima frazione sull’1-0. La Lazio si è trovata così costretta a condurre il gioco, forzando le giocate in verticale.

Ma erano tentativi spesso troppo affrettati, poco ragionati. Qui Radu avanza, alza la testa e nel cuore del campo, oltre Leiva, non vede nessuno in grado di attirare la pressione giallorossa. Milinkovic-Savic e Luis Alberto si sono già spinti in avanti, alla ricerca spasmodica di un gol che possa riaprire il match. Alla Roma basta difendere di posizione, mettendo tutta l’attenzione possibile sui duelli aerei.

LA PAZIENZA DELLA ROMA

Dzeko e compagni sapevano quando alzarsi e, quando questo avveniva, assistevamo ad un assetto organico. I giallorossi facevano densità per vie centrali, circondando il costruttore Leiva. La Lazio, sfilacciata, provava invano a saltare le due linee di pressione con traccianti davvero poco efficaci.

Qui Milinkovic tenta l’ennesimo lancio per il reparto avanzato ma Pellegrini, in scivolata, lo mura e fa respirare i compagni.

Perché i giallorossi si sono resi protagonisti di una gara davvero di grande sacrificio. Guardate qui come si stringono le maglie della Lupa. Le linee sono compatte e strettissime.

La Lazio, sul finale di partita, ha tentato numerosi assalti. La Roma non è mai andata in affanno, puntando sulla generosità di tutti i suoi effettivi. Guardate quanti uomini rientrano nell’ultimo terzo di campo.

Insomma, Fonseca ha proposto una Roma razionale, brava a comprendere e a gestire i diversi momenti del match. Una Roma paziente e, finalmente, vincente anche in uno scontro diretto.

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