Sassuolo-Atalanta: un po’ di Europa nel campionato italiano

Sassuolo-Atalanta: un po’ di Europa nel campionato italiano

Sassuolo-Atalanta, andata in scena domenica pomeriggio, è stata una gara che ha regalato grandi emozioni. Un match che è riuscito a portare un pezzo d’Europa nel campionato italiano.

È la sfida più europea della serie A?

Sassuolo-Atalanta è finita in pari. Nessuna delle due squadre è riuscita ad imporsi sull’altra. Nessuna delle due aveva voglia di subire passivamente il gioco dell’avversario. C’era voglia di aggredire, di giocarsela senza alcun timore. Insomma, è stato il match che tutti ci aspettavamo. Una sfida atipica per la Serie A, perché ha portato un pezzo d’Europa nel campionato italiano.

FORMAZIONI

padroni di casa sono scesi in campo con il solito 4-2-3-1, con il terzetto Berardi-Traorè-Boga alle spalle di Defrel, unica punta. Gasperini si è affidato all’ormai noto 3-4-1-2: Pessina agiva sulla trequarti, a supporto del tandem Malinovskyi-Zapata.

FASE DI POSSESSO ATALANTA E NON POSSESSO SASSUOLO

La Dea cercava di costruire dando subito ampiezza al proprio sistema. Infatti, in fase di impostazione, siamo ormai abituati a vedere i due braccetti della difesa a tre di Gasperini, Toloi e Djimsiti in questo caso, aprirsi quasi come due terzini. De Roon, per creare superiorità numerica, spesso arretrava e si veniva a creare una vera e propria difesa a quattro.

L’Atalanta, anche in questa gara, ha provato a portare quasi tutti i suoi effettivi nella metà campo avversaria. Gli stessi Toloi e Djimsiti si spingevano in avanti per schiacciare letteralmente gli uomini di De Zerbi nella propria trequarti.

Ovviamente non parliamo mai di schemi fissi. I principi prima di tutto. Lo sappiamo, per il Gasp è fondamentale occupare bene gli spazi, non importa chi lo fa. E così, in fase offensiva, spesso assistiamo a numerose rotazioni. Qui Zapata svuota l’area di rigore, per facilitare l’ingresso di Gosens. Dijmsiti, che sopra avevamo visto nel corridoio intermedio, questa volta si allarga e prende il posto del compagno tedesco.

Il Sassuolo, in una prima fase, fatica a respirare ed è costretto a difendersi con ordine, tenendo compatti i reparti.

FASE DI POSSESSO SASSUOLO E NON POSSESSO ATALANTA

Infatti i padroni di casa, almeno per il primo quarto d’ora di gara, hanno incontrato molte difficoltà nell’uscire in maniera pulita palla al piede. Consigli, come al solito, partecipava attivamente alla costruzione neroverde, supportato sia dai due centrali difensivi che da quelli di centrocampo. Muldur e Kyriakopoulos potevano così aumentare il loro raggio d’azione, occupando l’ampiezza. Ma guardate quante maglie bianche sono in agguato al limite dell’area.

L’Atalanta, anche domenica, ha cercato di mettere subito le cose in chiaro effettuando un pressing a dir poco aggressivo. Guardate qui con che rabbia i bergamaschi vanno uomo contro uomo.

Ma quando i ragazzi di De Zerbi riuscivano ad uscire dalla morsa atalantina, ecco che potevano sprigionare le proprie qualità tecniche presidiando la metà campo rivale con 7/8 uomini. E anche per il tecnico bresciano vale lo stesso concetto del Gasp: occupare gli spazi, senza rimanere ancorati alle posizioni originarie. Qui Berardi diviene un interno destro e tocca a Muldur impadronirsi della fascia destra.

E così anche la Dea doveva accettare l’intraprendenza dell’avversario e difendersi con tanti elementi sotto palla. Ma ciò non avveniva mai in maniera passiva. Guardate come gli ospiti qui mantengono le linee strette, senza arroccarsi nell’ultimo terzo di campo.

un’unica parola d’ordine: dominare

Quello che proprio impressiona quando si assiste ad una gara del Sassuolo o dell’Atalanta, è questa capacità di tutti gli effettivi di partecipare attivamente ad entrambe le fasi. Qui Zapata ripiega e diventa il primo difensore della Dea.

E, dopo pochi istanti, eccoli i soldati atalantini pronti ad assaltare in massa la fortezza neroverde. Djimsiti e Gosens, ancora una volta, come due veri e propri attaccanti.

Il Sassuolo, come detto sopra, non è stato da meno. Locatelli a volte partiva e andava a mangiare le caviglie del primo portatore di palla avversario. Qui, l’ex Milan ruba la sfera a Freuler ed innesca subito Berardi, che va vicinissimo alla rete.

Il tutto con l’obiettivo di condurre la gara per dominarla attraverso il palleggio, offrendo sempre numerose e differenti alternative a chi ha il pallone tra i piedi.

Perché Gasperini e De Zerbi hanno costruito creature che non conoscono il timore referenziale, che non accettano di subire passivamente la squadra rivale. Sassuolo e Atalanta sono nate per giocare in modo sfacciato, perché sanno che solo così potranno dominare anche chi, almeno sulla carta, appare superiore.

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