La storia della settimana: Spezia 1944, luci e ombre di un trionfo in guerra

La storia della settimana: Spezia 1944, luci e ombre di un trionfo in guerra

Ripercorriamo la controversa storia del campionato di calcio vinto dai Vigili del Fuoco di La Spezia nel 1944, in un’Italia divisa e scossa dai bombardamenti.

1943: il Belpaese si sfalda

Per addentrarci nell’incredibile epopea della squadra di calcio dei Vigili del Fuoco di La Spezia, capaci di vincere uno storico trofeo nel 1944, è necessario innanzitutto fare un passo indietro e tratteggiare il contesto.  Dopo l’armistizio del 10 settembre ‘43 l’Italia è divisa di fatto in due tronconi. A Nord nasce la Repubblica sociale italiana, uno Stato fantoccio manovrato dai vertici militari nazisti; da Sud muovono invece gli Alleati, che risalgono la penisola aiutati dalla Resistenza italiana.

La guerra civile provoca una profonda frattura anche nel mondo calcistico. Nascono due Figc distinte, nel tentativo di organizzare tornei regionali e locali. Nonostante le devastazioni e le privazioni di un conflitto sanguinoso, i vertici politici e sportivi riconoscono la necessità di offrire qualche distrazione ai loro cittadini. È in particolare la Federazione della Rsi a lanciare il progetto più ambizioso: un Campionato dell’Alta Italia da disputare nella prima metà del 1944.

Una struttura complessa

In realtà, la Divisione Nazionale che prende vita tra il gennaio e il luglio del ’44 è ben poco nazionale. Per ovvie ragioni non comprende le squadre del Centro-Sud ormai liberato (o in procinto di esserlo). Secondariamente, per venire incontro alle esigenze di una viabilità mutilata dalle bombe, i dirigenti della Figc scelgono di strutturare la competizione su più livelli.

Si comincia con i gironi regionali, a cui seguono raggruppamenti interregionali tra aree confinanti. Le tre vincitrici di questa seconda fase approdano alle “finali”: un girone all’italiana da disputarsi in campo neutro. La formula è complessa, ma permette di ridurre al minimo i rischi derivanti dagli spostamenti. Inoltre, rende la competizione più sostenibile economicamente per le società già martoriate dalla guerra.

I Vigili del Fuoco di La Spezia

Oltre alle difficoltà finanziarie, un altro problema attanaglia i club del Nord Italia: la leva obbligatoria. Per evitare di perdere tra le fila dell’esercito i propri migliori giocatori, molte squadre decidono di affiliarsi ad aziende o settori dell’apparato bellico. Il Torino vincitore dell’ultimo campionato regolarmente disputato si lega alla Fiat, mentre la Juventus associa il suo titolo a Cisitalia.

Non può fare diversamente lo Spezia, peraltro scosso da una vera e propria bufera a livello dirigenziale. Il presidente Coriolano Perioli viene infatti accusato di aiutare la Resistenza e per questo subisce gli orrori della deportazione in un campo di concentramento nazista. A fornire la propria spalla ai liguri in difficoltà è il 42° Corpo dei Vigili del Fuoco di La Spezia, che si propone di arruolare i giocatori nelle proprie fila e mantenere in vita la squadra.

Lo Spezia vanta una rosa di buon livello già prima dell’affiliazione ai pompieri. Soprattutto, sulla sua panchina siede il rivoluzionario Ottavio Barbieri. Pioniere del cosiddetto “mezzo sistema”, il tecnico anticipa di diversi anni il ruolo chiave del libero. Impreziosita da alcuni acquisti/arruolamenti, la squadra è pronta ad affrontare un campionato da protagonista.

Il percorso

Per via della sua particolare posizione geografica, il “rifondato” Spezia non rientra nel girone ligure, bensì in uno dei vari raggruppamenti eliminatori emiliani. Dopo aver superato in scioltezza e da imbattuti la prima fase, gli spezzini eliminano anche Carpi e Modena nel secondo turno regionale. Rimane soltanto un ulteriore step da affrontare: il doppio spareggio per le finali contro il Bologna.

Il primo atto va in scena in casa rossoblu. I felsinei partono con i favori del pronostico ed effettivamente dominano l’incontro, creando numerose occasioni da gol. A dieci minuti dal fischio finale, però, è lo Spezia a passare in vantaggio. Il gol viene convalidato nonostante sia viziato da una sospetta posizione di fuorigioco. Le contestazioni del pubblico di casa si fanno roboanti e i tumulti rientrano solo con l’intervento delle milizie armate fasciste.

Per via dell’invasione di campo dei suoi tifosi, il Bologna viene sanzionato con la sconfitta a tavolino per 0-2. Lo stesso identico risultato sarà comminato dal giudice sportivo anche per il ritorno. Gli emiliani, infatti, rifiuteranno di disputare la gara in segno di protesta. I liguri già nel girone avevano ribaltato in tribunale una netta sconfitta con il Modena, facendo leva sul tesseramento irregolare di un giocatore avversario.

Il rush finale

Nel triangolare decisivo del luglio ‘44, lo Spezia incontra il Venezia e soprattutto lo strafavorito Torino. Sono già presenti alcuni dei nomi che renderanno Grandi i granata, su tutti Ossola, Loik e Valentino Mazzola. Proprio per questo, il pareggio che inchioda le due rivali al primo scontro del girone sembra già consegnare il titolo ai piemontesi.  

Nella seconda partita del girone, però, accade l’impensabile. Ottavio Barbieri allestisce il suo capolavoro tattico, portando il Torino a impantanarsi tra le maglie della serrata difesa spezzina. I pompieri vincono per 2-1 grazie a una doppietta di Angelini, inframezzata dal momentaneo pareggio del leggendario Silvio Piola. A onor del vero va sottolineato che i granata, reduci da una lunga trasferta per giocare un’amichevole inutile di fronte ai vertici della Figc, si presentano abbastanza esausti per l’incontro all’Arena di Milano.

Per quanto stanchi, demotivati e già matematicamente esclusi dalla lotta per il campionato, i giocatori del Torino ritrovano la consueta verve nell’ultima gara del girone e schiantano il Venezia con un netto 5-2. I Vigili del Fuoco di La Spezia possono dunque festeggiare l’incredibile vittoria del titolo del 1944. Il quale però, secondo un mandato federale di pochi giorni prima, non è valevole come scudetto: questa decisione aprirà un’infinita controversia.

Spezia 1944: scudetto sì o scudetto no?

Nonostante le reiterate richieste spezzine nel dopoguerra, la Figc a lungo ha preferito non ritenere ufficiale la competizione. Essa era infatti stata organizzata da un’entità statale fascista e da una Federazione “illegittima”. Per di più, dal punto di vista burocratico, il titolo sportivo della squadra dei Vigili del Fuoco non viene giudicato sovrapponibile a quello dello Spezia. Anche se di fatto gli interpreti sono gli stessi, per molto tempo non viene riconosciuta la continuità tra le due squadre.

Ciò nonostante, gli sforzi e le ricerche di autorità e giornalisti spezzini hanno permesso di trovare un nuovo compromesso nel 2002. Il campionato del ’44 tuttora non ha la stessa validazione tributata alle edizioni “regolari”. Lo Spezia può comunque fregiarsi di un titolo sportivo onorifico, quindi ufficialmente riconosciuto dalla Figc. Ancora oggi i liguri celebrano quello storico trionfo con una vistosa toppa tricolore sulla maglia da gioco.

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