La storia della settimana: Italia-Inghilterra, quando Wembley è terra di conquista per gli Azzurri

La storia della settimana: Italia-Inghilterra, quando Wembley è terra di conquista per gli Azzurri

L’Italia batte l’Inghilterra nella finale di Wembley e vince l’Europeo. Già in altre due occasioni gli Azzurri avevano trionfato nel tempio del calcio: riviviamole insieme!

Oops!… I Did It Again

Sono serviti sei cambi, cinque ammonizioni e un gol rabbioso, in mischia su palla inattiva. Sono stati necessari prima i supplementari e poi i rigori. Al termine di quasi tre ore di sofferenza, però, l’Italia ha vinto il tanto agognato Europeo, ed è questo che conta. Una serata da Oscar che non poteva avere miglior scenografia: il tempio del calcio di Wembley, gremito (ben oltre la capienza prestabilita) di tifosi inglesi pronti a festeggiare già dal 2’.

Difficile dire se l’atmosfera rovente di Londra abbia giocato più a favore dei padroni di casa, galvanizzati sin dalle battute iniziali e completamente in controllo del campo nei primi venti minuti, o al contrario li abbia caricati di una mole insostenibile di pressioni. Ciò che è certo è che Wembley porta decisamente bene agli Azzurri. Nei sei precedenti giocati nello stadio inglese l’Italia ha perso solo una volta, conquistando invece tre pareggi e soprattutto due vittorie a dir poco epiche.

14 novembre 1973: Italia-Inghilterra 0-1, la decide Capello

La sfida tra Italia e Inghilterra disputata nel novembre ’73, sulla carta è una semplice amichevole tra nazionali. In campo, però, va in scena una partita vera. Gli inglesi vogliono ben figurare davanti al loro pubblico, riscattando almeno in parte la delusione per la mancata qualificazione al Mondiale dell’anno successivo. Gli italiani sognano di regalarsi un’impresa storica, espugnando per la prima volta quello stadio che negli anni Sessanta è diventato definitivamente sinonimo di football nell’immaginario comune.

Le due squadre che si affrontano a Wembley sono ormai a fine ciclo sia negli interpreti che nella guida tecnica, ma hanno ancora qualche cartuccia da sparare. Ferruccio Valcareggi, guida tecnica della Nazionale vincente all’Europeo del ’68 e finalista ai Mondiali del ’70, si affida alla rocciosa coppia difensiva nerazzurra Burgnich-Facchetti per stroncare le iniziative britanniche. Il c.t. azzurro prepara la partita come da pronostico, all’italiana.

La mossa si rivela azzeccata: le mareggiate inglesi s’infrangono contro la solida retroguardia italiana. Quando i difensori non possono nulla, ci pensa Dino Zoff a mettere una pezza. La pioggia appesantisce il campo, trasformando la partita in una guerra di trincea.

A tre minuti dalla fine, l’episodio che decide l’incontro: Chinaglia, provocato dai media inglesi nei giorni precedenti, si invola sulla fascia e mette in mezzo un cross che sembra una fucilata. Il leggendario Shilton prova a intercettare in uscita bassa il pallone, ma non riesce a bloccarlo. L’accorrente Fabio Capello, completamente solo in mezzo all’area, ribatte in rete da vero rapace d’area. Non sarà il gol più bello della sua straordinaria carriera, ma per sua stessa ammissione si piazza di diritto tra i più importanti. Il tricolore sventola su Wembley.

12 febbraio 1997: ancora 0-1, stavolta firmato Magic Box

Nel ’97 lo scenario è radicalmente cambiato, a partire dall’occasione in cui Inghilterra e Italia si sfidano a Wembley. Niente amichevoli, stavolta in palio c’è una bella fetta di qualificazione ai Mondiali dell’anno dopo. Anche lo stato di forma delle due nazionali è ben diverso. Gli Azzurri devono dimenticare il deludente Europeo del ’96 (conclusosi addirittura ai gironi) e programmare fin da subito la rinascita, sotto la guida del subentrato Cesare Maldini. L’Inghilterra, nonostante la delusione per aver visto sfumare in semifinale il sogno del football’s coming home, può guardare al futuro con serenità.

Rispetto al precedente del ’73, la partita è meno incartata. Non manca qualità da ambo le parti: i britannici si affidano all’implacabile Shearer supportato da due talenti come McManaman e Beckham, mentre il tandem Zola-Casiraghi illumina l’attacco azzurro. Piccola curiosità: in maglia bianca c’è anche l’attuale c.t. azzurro Southgate, che però assisterà all’intero match dalla panchina.

Il match si sblocca già nel primo tempo: Costacurta pennella dalla difesa un pallone velenosissimo, che spiove verso l’area di rigore avversaria. Tra le maglie della difesa inglese sbuca Zola, che aggancia con il sinistro e calcia immediatamente con il destro. Il risultato è un gol pazzesco per velocità di pensiero e di esecuzione. Una di quelle perle che a Londra, sponda Chelsea, stanno già imparando ad apprezzare. Magic Box si è infatti trasferito ai Blues da pochi mesi, più che sufficienti per mettere in mostra il suo talento.

Come nel ’73, un gol basta e avanza all’Italia. Gli Azzurri serrano i ranghi e resistono a denti stretti di fronte alle folate offensive inglesi. Peruzzi si supera, blindando il risultato con almeno un paio di parate decisive. Per la seconda volta nella storia, è l’Italia a festeggiare a Wembley. Nulla comunque a che vedere con le sfrenate celebrazioni dopo la conquista di Euro 2020, un’impresa destinata a rimaner ancor più indelebile negli annali calcistici. Probabilmente gli inglesi non ci vorranno più vedere a casa loro…

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