L’Inter festeggia il suo diciannovesimo scudetto: interrotto il ciclo vincente della Juventus

L’Inter festeggia il suo diciannovesimo scudetto: interrotto il ciclo vincente della Juventus

È passato tanto tempo dopo l’ultimo trionfo in Italia per i nerazzurri e il caso ha voluto proprio che fosse colui che ha iniziato il ciclo juventino a portare l’Inter a festeggiare il suo 19° scudetto.

INTER SCUDETTO, DA DOVE PARTE LA REAZIONE?

Dopo 11 anni, i nerazzurri riescono a spezzare il dominio bianconero e a regalare una gioia ai propri tifosi: lo scudetto. I numeri sono importanti: 82 punti in 34 giornate (miglior punteggio dei primi cinque miglior campionati europei 2020/2021), attacco della Serie A con 74 gol, dietro solo all’Atalanta e difesa del campionato con 29 reti subite.

Ma dove è partito tutto ciò? L’evento cardine è stata l’eliminazione dalla Champions League. In quel momento i nerazzurri sono stati oggetto di molte critiche, giocatori, società e soprattutto Antonio Conte. Cominciano a uscire le prime indiscrezioni di screzi tra mister e società, il caso Eriksen e poi anche i primi sentori di un’azienda come Suning che vuole dileguarsi dal mondo Inter. Come affermato anche in una intervista, in conferenza, proprio dall’allenatore pugliese, è stata quella difficoltà a far reagire tutto l’ambiente.

RISORGERE DALLE CENERI COME UNA FENICE

Da lì inizia un campionato diverso, perchè nel girone di ritorno l’Inter arriva a conquistare 11 vittorie consecutive e il Milan non riesce stare a dietro a una fame di successo così imponente dei ragazzi di Conte. C’è quel desiderio di cambiare la storia, di vincere ogni partita, concetto che il tecnico italiano sta provando a inserire nella testa dei giocatori e che effettivamente vede i propri frutti.

La differenza si è vista in alcune partite dove era difficile sbloccare il risultato e in passato quei match contro Crotone, Cagliari, Torino, sarebbero finite in un pareggio, se non addirittura in una sconfitta. L’ansia e la pressione ti portano a voler stra fare, per poi essere imbucato inaspettatamente. Conte, invece, non ha mai rinunciato al suo gioco, alle sue idee e ha trasmesso un concetto importante ai ragazzi: “Noi giochiamo così e prima o poi arriva il gol, ma la partita dobbiamo vincerla perché siamo l’Inter”.

Questo concetto di “Noi siamo l’Inter”, si è sentito tanto negli anni precedenti, ma con Antonio Conte si è trasformato da pressione a consapevolezza dei propri mezzi.

LA CHIAVE DELLO SCUDETTO: LA DIFESA

I campionati non si vincono col miglior attacco, ma con la difesa. Tutto parte da un’organizzazione non solo del reparto difensivo, ma di tutta la squadra che deve muoversi omogeneamente. Singolare vedere Lukaku a centrocampo pressare il difensore, ma soprattutto Lautaro fare spesso il pendolino in mezzo al centrocampo.

Il reparto difensivo nerazzurro si è dimostrato poi, dal girone di ritorno in poi, veramente solido. Conte ha trovato la quadra con Skriniar, De Vrij e Bastoni. Lo slovacco era sul piede di partenza, direzione Tottenham, Bastoni è arrivato all’Inter come l’ultimo degli sconosciuti. Questo terzetto, invece, ha saputo reggere, insieme all’aiuto di Handanovic, nonostante qualche papera nell’ultimo periodo, e ha saputo dare sicurezza a tutta la squadra.

Skriniar veniva da una stagione passata a guardare le fasi finali di Europa League dalla panchina e nonostante ciò Conte lo ha recuperato, facendolo ritornare a quella freschezza e a quella imponenza tipica del giocatore slovacco. Per non parlare di Bastoni, un giocatore voluto fortemente dall’allenatore italiano, in cui probabilmente credeva solo lui, trasformandolo in un titolare inamovibile di questa Inter.

Il paradosso? Il destino è veramente beffardo: Antonio Conte inizia il ciclo vincente della Juventus che dura per ben 9 anni ed è proprio lui, simbolo juventino, a spezzare quel dominio italiano e a riportare l’Inter a vincere lo scudetto dopo 11 anni.

Sembra una favola, di quelle che si leggono ai bambini o di vedere un film al cinema, con un colpo di sorpresa, ma Antonio Conte è stato capace di avere in mano il proprio destino e di deciderlo da sè.

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