It’s coming to Rome, l’Italia è sul tetto d’Europa!

It’s coming to Rome, l’Italia è sul tetto d’Europa!

L’Italia batte ai rigori la stra favorita Inghilterra e diventa regina nella casa del calcio, Wembley!

L’INGHILTERRA HA IMPARATO LA LEZIONE: L’ITALIA NON MUORE MAI

È stata una partita soffertissima, tanto che una vittoria in questa serata era alquanto impossibile. I ragazzi di Mancini sono andati subito sotto e non si sono mai resi pericolosi, se non attraverso qualche azione di Chiesa.

La pioggia, i fischi, gli insulti, la pressione di giocare in casa loro, il gol dopo due minuti. Tutto sembrava destinato a un solo risultato la sconfitta. L’Italia non si è mai arresa, però, perché il nostro cammino non poteva finire così.

Lo dovevano a Spinazzola, lo dovevano a Mancini, lo dovevano a tutta l’Italia, per riportare gioia ed entusiasmo ad un paese dilaniato dalla pandemia.

Come spesso detto negli editoriali, la Nazionale ha una marcia in più: il gruppo. L’Inghilterra a livello di singoli era nettamente superiore, ma la forza della squadra è un’altra cosa.

Nonostante l’infortunio, Jorginho ha stretto i denti perché non voleva abbandonare la nave. I subentrati sono entrati con lo spirito e la cattiveria giusta per mantenere la squadra e arrivare ai rigori.

DONNARUMMA, IL SUPEREROE CHE TUTTI VORREMMO

I rigori fanno paura, soprattutto in una finale. L’Inghilterra sulla carta aveva dei battitori mostruosi, rispetto all’Italia. Ma gli azzurri per tutti i tempi supplementari hanno resistito per arrivare alla lotteria dei rigori, consapevoli di avere un supereroe in porta.

Donnarumma è stato premiato come miglior giocatore del torneo. Assolutamente meritato, pensando soprattutto che dagli undici metri l’ha risolta lui. Già con la maglia del Milan ci aveva mostrato di essere decisivo ai rigori, ma con l’Italia ha dimostrato di essere un fuoriclasse.

La scena più bella della serata? Mancini e Vialli che si abbracciano, come due bambini, e piangono, consapevoli di aver combattuto e sofferto molto, ma sempre insieme.

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