Iconic Spo(r)ts: Be More Human di Reebok

Iconic Spo(r)ts: Be More Human di Reebok

Può una campagna di marketing anticipare i tempi? La risposta è sì, se si parla di “Be More Human” di Reebok.

BE MORE HUMAN ANCHE PRIMA DEL COVID

Con uno spot televisivo trasmesso il primo febbraio 2015, in occasione del Super Bowl, l’azienda statunitense lanciò questa campagna. Questa operazione, in qualche modo, ha previsto la situazione mondiale attuale. In un mondo ipertecnologico (che causa pandemia si è ulteriormente digitalizzato), Reebok rendeva omaggio alle persone comuni che hanno deciso di riconnettersi con una fisicità primordiale, che permette loro di vivere in modo più pieno e altruista.

BE MORE HUMAN PER MIGLIORARE SE STESSI

Il fitness, quindi, non viene visto solo come semplice esercizio fisico, ma come un metodo che rende migliore la vita sotto tutti gli aspetti. Attraverso il fitness si diventa genitori, leader, insegnanti e partner migliori; il fitness ci trasforma in una versione migliore e più forte di noi stessi. Così, il video intitolato “Freak Show”, mostra come un approccio più “duro” al fitness possa a volte essere incompreso. I metodi sono intensi, esigenti e richiedono un impegno reale e costante.

LA FILOSOFIA DI BE MORE HUMAN

“Freak Show” è la celebrazione di coloro che attraverso il fitness hanno scelto di essere qualcosa in più, al di là delle proprie aspettative. È una sfida a chi non si è ancora convertito alla filosofia “Be More Human”. Il video ci racconta in modo vero ed emozionante come ciascun “atleta della vita di tutti i giorni” affronta la sua sfida fitness, e come il sentirsi più umani li trasformi nella versione migliori di se stessi. Lo spot di 60 secondi, diretto da AG Rojas in collaborazione con Venables Bell & Partners, mette in relazione i meriti del fitness ai benefici che le persone ne traggono nel quotidiano. Tra le immagini proposte troviamo una giovane madre che dà tutta sé stessa nel suo nuovo allenamento. Troviamo anche un pompiere che utilizza nel suo lavoro la forza mentale raccolta durante una sessione di trail running notturna.

NON SOLO FREAK SHOW

La campagna è stata accompagnata anche da “The Human Score”, il primo test che quantifica “l’umanità” di una persona, sviluppando una caratterizzazione dell’utente secondo specifici tratti sociali, mentali e fisici. Questo mostrava come le varie attività fisiche, dal sonno eccessivo alle obstacle race più impegnative, stimolino le diverse parti del cervello. In particolare: neurotrasmettitori (emozioni e azioni cognitive), cervelletto (salute emotiva), corpo striato (fluidità del movimento fisico e mentale), ippocampo (memoria) e corteccia frontale (funzioni esecutive).

Oltre a “The Human Score” “Be More Human” è stata accompagnata anche dall’ hashtag #breakyourselfie che invitava gli amanti del fitness ad inviare alla le proprie foto scattate nei momenti più dolorosi e strazianti del post-workout. Le migliori foto inviate sono state poi premiate e pubblicate sulla pagina dedicata alla campagna. In questi post si raccontava anche la storia degli utenti o dei gruppi di amici immortalati.

BE MORE HUMAN GRAZIE ALLE DONNE

Nel 2018 Venables Bell & Partners ha rilanciato la campagna dando un nuovo significato femminista al motto “Be More Human”. Infatti nell’estate di quell’anno ha pubblicato una serie di video con protagoniste diverse figure dello sport. Per esempio l’allenatrice di boxe Reese Scott e l’istruttrice di yoga Shannon Kim Wagner affiancandole a stelle dello star system mondiale come l’attrice e interprete di Wonder Woman Gal Gadot, la supermodella Gigi Hadid, la dj e fondatrice del collettivo Cammel Assembly Yelda Ali, la pop star Ariana Grande e l’attrice Nathalie Emmanuel, famosa per i suoi ruoli nella serie tv Game of Thrones e nella saga cinematografica Fast and Furious. Questa svolta ha fatto del femminismo uno dei valori principali del brand, creandogli non pochi grattacapi in quelle zone del mondo dove i diritti delle donne quotidianamente non vengono rispettati, come in Russia.

Questa presa di posizione ha portato l’azienda ad unirsi alla campagna “Stop Hate for Profit”, attraverso la quale oltre 200 aziende, grandi e non, hanno sospeso i propri investimenti pubblicitari su Facebook, accusando la piattaforma di Cupertino di lucrare su post che incitano all’odio, discriminazione, razzismo e appunto sessismo.

In conclusione la campagna è riuscita a rilanciare l’immagine del brand dopo anni di poche luci e molte ombre, restituendo un’immagine dell’azienda fresca e al passo con i tempi e con le grandi battaglie dei nostri tempi, avvicinandosi soprattutto alle fasce di consumatori dei giovani e giovanissimi, le più attenti in questo ambito.

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