Circuito di Pescara, alla scoperta di un Gran Premio dimenticato

Circuito di Pescara, alla scoperta di un Gran Premio dimenticato

Quello che vi raccontiamo oggi è una storia molto particolare quanto sconosciuta. Per farlo dobbiamo fare un salto negli anni 50. Siamo in Abruzzo, precisamente nel territorio pescarese. Per la prima (ed unica) volta nella storia della Formula 1, si disputa un GP nel “Circuito di Pescara”, che, con la sua lunghezza record di 25.579 metri risulta tutt’ora il tracciato più lungo al mondo.

il tracciato

Definito come il ‘triangolo magico’, il tracciato partiva dalla zona nord di Pescara (nell’attuale Piazza Duca degli Abruzzi) e proseguiva verso sud costeggiando il mare.


Successivamente si svoltava verso ovest, all’ombra della Majella, in un susseguirsi di varianti molto complicati, passando per Villa Raspa, Spoltore per giungere sino a Cappelle sul Tavo. Di qui le vetture prendevano la direzione verso il mare e quindi intraprendevano ad altissima velocità il cosiddetto chilometro lanciato (l’attuale via Vestina) – dove, Juan Manuel Fangio nel ’57 raggiunse la velocità di circa 310 km/h – fino ad arrivare a Montesilvano, dove poi il circuito svoltava verso sud, sulla via Nazionale Adriatica, completando il giro.

DALLA COPPA ACERBO AL MONDIALE DI F1

Il circuito di Pescara era famoso per aver ospitato la “Coppa Acerbo” dal 1924 al 1961, uno dei trofei più ambiti dell’epoca. Voluta dal ministro del governo fascista Giacomo Acerbo in onore del fratello Tito (medaglia d’oro nella prima guerra mondiale), la prima edizione vide vincitore Enzo Ferrari alla guida di una Alfa Romeo RL.

Nel 1957 ci fu l’improvvisa cancellazione dei gran premi di Olanda e Belgio, che spalancò le porte della Formula1 alla città pescarese per la prima volta. La gara si concluse con la vittoria di Stirling Moss a bordo della Vanwall VW5 precedendo Juan Manuel Fangio (su Maserati) di circa 3′.

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