Presentato il Giro d’Italia: analisi del percorso

Presentato il Giro d’Italia: analisi del percorso

Presentato il percorso dell’edizione 104 del Giro d’Italia, che partirà sabato 8 maggio da Torino per concludersi il 30 dello stesso mese a Milano. Prima e ultima prova a cronometro. In mezzo tante montagne, ma anche occasioni per velocisti e attaccanti. Proviamo di seguito a fornire un’analisi del percorso.

Video ufficiale del percorso

Il percorso

Le tappe saranno ventuno, per 3450,4 km complessivi, con due giorni di riposo il 18 e il 25 maggio, entrambi martedì. Diciannove le frazioni in linea, delle quali sei pianeggianti, sette collinari o di media montagna e sei di alta montagna. Solamente due le giornate contro il tempo, per un totale di 38,4 km, il più basso kilometraggio dal 1973. In quell’ anno, infatti, i km a cronometro furono 37 e distribuiti in una sola prova a Forte dei Marmi, mentre il prologo, una cronometro a coppie di 5,2 km, fu escluso dal computo del tempo totale.

Le ventuno tappe con il relativo coefficiente di difficoltà da 1 a 5 stelle. Fonte: giroditalia.it
Altimetria complessiva. Fonte: giroditalia.it

Prima settimana

Le prime tre tappe erano già state svelate a inizio febbraio. Partenza dal Piemonte, omaggio ai 160 anni dell’Unità d’Italia. In particolare, la prima frazione si svolgerà interamente entro i confini comunali di Torino, prima capitale del Regno. Una cronometro individuale di 9 km da Piazza Castello alla chiesa della Gran Madre, caratterizzata da lunghi rettilinei costeggianti il Po.

Tappa 1, planimetria. Fonte: giroditalia.it

La seconda tappa, da Stupinigi a Novara, presenta il primo GPM della corsa, a Villadeati (1,7 km al 6% di pendenza media), ma anche la prima occasione per le ruote veloci, con gli ultimi 70 km pianeggianti. Il percorso di giornata toccherà anche Santena, dove sono conservati i resti di Cavour, primo presidente del Consiglio unitario. Chiude il trittico piemontese la Biella – Canale di 187 km. Una tappa mossa con tre GPM e piccoli strappetti nel finale, adatta ai cacciatori di tappe.

Discorso estendibile alla giornata successiva, con la Piacenza-Sestola che strizza l’occhio ai big della generale. Anche qui 3 GPM, ma più impegnativi rispetto alla tappa precedente e primo passaggio del Giro ’21 oltre quota 1000 m s.l.m. a Colle Passerino. Il GPM conclusivo termina a 2,5 km dal traguardo, ma dopo una breve discesa un ulteriore strappo porterà a Sestola. Può considerarsi, dunque, il primo arrivo in salita.

Tappa 4, altimetria. Fonte: giroditalia.it

Dopo i primi saliscendi si tirerà il fiato con la Modena-Cattolica (171 km), tappa numero 5 che seguirà il percorso della via Emilia. Nessuna asperità altimetrica per una volatona di gruppo nella località del litorale riminate.

Tappa breve (150 km), ma intensa, la sesta, dalle Grotte di Frasassi a San Giacomo. L’ascesa finale misura 15,6 km (pendenza media 6%), con la parte più dura negli ultimi 4,6. Un antipasto del weekend che darà una prima chiara conformazione alla classifica per la maglia rosa. Prima, però, la tappa 7 da Notaresco a Termoli (178 km). Frazione con un solo GPM, a oltre 100 km dal traguardo, ma dal finale in leggera pendenza: volata probabile, ma non si escludono sorprese

Tappa 6, altimetria. Fonte: giroditalia.it
Tappa 7, ultimi 5 km. Fonte: la-flamme-rouge.eu

Sabato 15 maggio si tornerà a salire, con la tappa 8 da Foggia a Guardia Sanframondi (173 km), terzo arrivo in quota del Giro. Il giorno successivo sarà in programma la prima frazione catalogata come alta montagna, la tappa 9 con via da Castel di Sangro. Dopo un percorso con ben 4 GPM, si giungerà a Campo Felice. L’ascesa finale, di 6,3 Km al 5,8% di pendenza media, presenta uno sterrato nella parte terminale, che è anche la più impegnativa in termini di pendenza.

Tappa 8, altimetria. Fonte: giroditalia.it
Tappa 9, altimetria. Fonte: giroditalia.it

In conclusione della prima, lunghissima, settimana, ecco la frazione più breve tra quelle in linea. Solamente 140 km, infatti, da L’Aquila a Foligno, e nuova occasione per gli sprinter prima del meritato giorno di riposo.

Seconda settimana

La parte centrale della corsa si aprirà mercoledì 19 maggio con la tappa 11. Frazione dedicata ai vini della penisola, divenuta tradizionale negli ultimi anni. Protagoniste di questa edizione le terre del Brunello di Montalcino. L’arrivo nel borgo senese avverrà al termine di una giornata impegnativa, segnata da quattro settori su fondo sterrato (35 km sui 163 complessivi di giornata) e da due passaggi sul Passo del Lume Spento.

Tappa 11, altimetria. In grigio i settori sterrati. Fonte: giroditalia.it

Ostica anche la tappa successiva, numero 12, da Siena a Bagno di Romagna. Lungo la sua prima parte, il percorso toccherà due luoghi molto significativi per il ciclismo. Prima Ponte a Ema, paese natale di Gino Bartali, e poi Sesto Fiorentino, per tanti anni casa di Alfredo Martini. Proprio di quest’ultimo, corridore e poi commissario tecnico della nazionale di ciclismo, si sono festeggiati i cento anni dalla nascita il 18 febbraio scorso. Da lì in poi la giornata si infiammerà sull’appennino tosco-emiliano, che offrirà ben 4 GPM.

Tappa 12, altimetria. Fonte: giroditalia.it

Dopo un inizio di seconda settimana tosto, è in programma per venerdì 21 maggio una tappa, la 13, che permette di tirare il fiato. Dislivello complessivo di soli 200 metri nei 197 km da Ravenna a Verona. L’interesse sarà tutto per la volata finale e per le storie che ruotano attorno ai luoghi lambiti dalla carovana.

La giornata, infatti, vuole celebrare Dante Alighieri a 700 anni dalla morte. Il Sommo Poeta visse in ambedue le citta e in quella di partenza ne è situata la tomba. Ma il 2021 segna anche novant’anni dall’introduzione della maglia rosa, indossata per la prima volta dal mantovano Learco Guerra, la Locomotiva Umana. Ecco, quindi, un passaggio dalle sue terre tra i kilometri 120 e 170.

Una frazione, dunque, che assai probabilmente vedrà placarsi le ostilità in ottica classifica generale, anche in vista del fine settimana di fuoco che si profila all’orizzonte.

Si comincia con sabato 22 maggio con la Cittadella – Monte Zoncolan. Il mostro friulano torna in calendario a tre anni dall’ultima apparizione. Nel 2018 fu affrontato il versante di Ovaro per la quinta volta nella storia del Giro. Quest’anno, invece, l’ascesa inizierà da Sutrio, come già nel 2003. La pendenza media dell’8,9% diverrà solo un pallido ricordo negli ultimi 3 km, dove addirittura si toccheranno punte al 25%. Gli uomini di classifica arriveranno alla spicciolata, al massimo in gruppetti da 3 o 4 atleti.

Tappa 14, altimetria. Fonte: giroditalia.it
Tappa 14, pendenza media salita Monte Zoncolan. Fonte: la-flamme-rouge.eu

La tappa seguente propone il primo sconfinamento in terra straniera e una serie di saliscendi sulle colline del Carso italo-sloveno. Traguardo fissato a Gorizia, con l’ultimo strappetto da affrontare ai meno 3 km dall’arrivo.

Tappa 15, altimetria. Fonte: giroditalia.it

La chiusura della seconda settimana propone l’immancabile tappone dolomitico. Uno spettacolo non solo agonistico, ma anche naturale, con il passaggio tra le cime più belle del mondo. Si parte da Sacile per arrivare fino a Cortina d’Ampezzo. Dopo il primo GPM di La Crosetta sono in programma altre tre ascese, tutte sopra i 2000 metri.

In primis il Passo Fedaia (2057 metri di altitudine, 13,6 km al 7,6%), la Montagna Pantani dell’edizione 104 del Giro. Dopo lo scollinamento e una quindicina di kilometri in discesa, sarà il turno del Passo Pordoi (11,9 km al 6,6%). Situato a 2239 metri s.l.m., è la Cima Coppi 2021, il punto più alto dell’intero percorso. Infine, il Passo Giau (9,8 km al 9,3%), di pochi metri più basso del precedente. Da qui picchiata verso Cortina, perla delle Dolomiti e città olimpica 2026.

La differenza non la faranno solo le pendenze (da questo punto di vista il Pordoi è relativamente facile), ma anche la rarefazione dell’ossigeno, che inciderà sulle performance di giornata

Tappa 16, altimetria. Fonte: giroditalia.it
Tappa 16, pendenza media salita Passo Pordoi. Fonte: la-flamme-rouge.eu
Tappa 16, pendenza media salita Passo Giau. Fonte: la-flamme-rouge.eu

Una tappa così impegnativa, 48 ore dopo lo Zoncolan, non può che esigere un giorno di riposo. I ciclisti se lo godranno tra le rocce dolomitiche, magari chiedendosi, come già Dino Buzzati, se siano esse pietre o nuvole.

Terza settimana

Mercoledì 26 maggio la corsa riprenderà il discorso da dove lo aveva lasciato. In programma, infatti, la tappa 17, nuovamente di alta montagna e tutta trentina. Partenza da Canazei, in Val di Fassa, e arrivo a Sega di Ala, sui Monti Lessini (11,6 km al 9,6%). Prima dell’ascesa finale si affronterà un’altra salita che porterà la corsa a San Valentino Brentonico. Sono strade che evocano ricordi agli appassionati, essendo state per anni battute dal Giro del Trentino, evolutosi poi in Tour of the Alps.

Tappa 17, altimetria. Fonte: giroditalia.it

Diciottesima tappa di tutt’altro aspetto. La più lunga del giro (228 km) collegherà Rovereto a Stradella, solcando la Pianura Padana. Ultima occasione per i velocisti, che dovranno fare attenzione alle insidie degli ultimi 20 km tra le colline dell’Oltrepò Pavese.

Si è arrivati, così, al weekend conclusivo. E, tanto per cambiare, saranno ancora i monti gli arbitri dei destini ciclistici. con le ultime due tappe di alta montagna. La numero 19 proporrà un passaggio sul Mottarone, a dieci anni dall’ultima volta, e l’arrivo all’Alpe di Mera, nel vercellese. Una salita severa di 9,6 km al 9,1% medio, con 3 km nella parte centrale mai sotto il 10,5%

Tappa 19, altimetria. Fonte: giroditalia.it
Tappa 19, pendenza media salita Alpe di Mera. Fonte: la-flamme-rouge.eu

L’ultima tappa di montagna, la ventesima, propone il secondo sconfinamento territoriale, questa volta in Svizzera. Qui si affronterà la lunghissima ascesa al Passo San Bernardino (23 km al 6,3%) per ritornare in Italia attraverso il Passo dello Spluga (8,9 km al 7,3%). Ultima asperità del Giro sarà L’Alpe Motta in Valle Spluga, luogo del traguardo di giornata.

Tappa 20, altimetria. Fonte: giroditalia.it
Tappa 20, pendenza media salita Alpe Motta. Fonte: la-flamme-rouge.eu

A conclusione delle fatiche del giro, domenica 30 maggio, la seconda prova contro il tempo. Partenza da Senago e arrivo a Milano all’ombra delle guglie del Duomo. Percorso con una prima parte caratterizzata da diverse curve e cambi di direzione, prima dell’ingresso nel capoluogo lombardo da Sesto San Giovanni. Da qui, inizialmente sul viale Monza, il tracciato si fa rettilineo, fino alla conclusione nel centro storico. Ultima occasione per chi ha ancora obiettivi da raggiungere, sempre che le alture dei giorni precedenti non abbiano ridotto al lumicino le energie residue.

Tappa 21, planimetria. Fonte: giroditalia.it

Link al sito ufficiale: giroditalia.it (fonte anche dell’immagine in evidenza)

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